sabato, Febbraio 28, 2026

Il provvedimento: autorizzazione sospesa e attività ferma

Un atto amministrativo formale, ma dagli effetti immediati e rilevanti. È la Determinazione dirigenziale del Dipartimento Ambiente – settore rifiuti – datata 23 febbraio 2026, con cui la Città Metropolitana di Roma Capitale ha disposto la sospensione dell’Autorizzazione Unica Ambientale (Aua) per l’impianto di trattamento rifiuti situato ad Ardea, lungo via della Congiungente, a ridosso del confine con Pomezia. Il provvedimento chiarisce un punto centrale: nell’impianto non può essere svolta alcuna attività di recupero rifiuti in regime semplificato. In termini pratici, fino a quando non verranno risolte le criticità evidenziate dall’Amministrazione, l’attività deve restare ferma. Nessuna operazione di trattamento o stoccaggio potrà essere effettuata. Alla base della decisione c’è la questione delle fideiussioni, considerate un elemento imprescindibile per questo tipo di impianti. Le garanzie economiche servono a coprire eventuali danni ambientali, costi di bonifica o interventi urgenti che potrebbero rendersi necessari nel corso delle attività. Un meccanismo di tutela che ha un obiettivo preciso: evitare che, in caso di problemi, siano le istituzioni pubbliche – e quindi i cittadini – a dover sostenere spese che spettano ai soggetti privati. Il principio richiamato nel provvedimento è chiaro: chi opera nel settore dei rifiuti deve dimostrare di avere una solida “rete di sicurezza” economica. Se qualcosa va storto e la società non interviene, lo Stato è comunque obbligato ad agire per garantire la salute pubblica e la tutela dell’ambiente. Ma non può e non deve farsi carico anche dei costi che la legge attribuisce ai gestori degli impianti. La sospensione dell’Aua rappresenta quindi un passaggio delicato per il futuro del centro di trattamento, uno dei più grandi della zona. La società avrà ora un tempo limitato per regolarizzare la propria posizione e presentare garanzie conformi alla normativa. In caso contrario, il rischio è quello di uno stop definitivo. Un provvedimento che riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli sugli impianti di recupero rifiuti e della necessità di coniugare sviluppo industriale, tutela ambientale e sicurezza per i territori interessati. Ad Ardea, intanto, l’impianto resta chiuso.

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