«Senza consenso è stupro» e «Senza consenso è sempre violenza»: sono queste le parole guida che aprono il corteo nazionale a Roma contro il ddl Bongiorno. Gli striscioni e gli slogan delle manifestanti chiedono rispetto, tutela e parità dei diritti delle donne. Al corteo partecipano associazioni femministe e transfemministe, centri antiviolenza, sindacati e realtà sociali provenienti da tutta Italia. Tra i partecipanti, tra gli altri, le senatrici d’Elia, Valente e Maiorino, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini e il leader della Cgil, Maurizio Landini. “Si tratta di un passo indietro: con l’inversione dell’onere della prova, sembra quasi che chi subisce violenza debba giustificarsi. Deve cambiare la cultura maschile, sono gli uomini che stuprano e serve un avanzamento”, sottolinea Landini. Rimettere al centro i valori della parità e dei diritti delle donne significa cambiare la cultura nel nostro Paese – aggiunge Landini – serve un’educazione affettiva che parta fin dalla scuola”. “Questa è una piazza per la libertà, per i diritti, che vuole contrastare una regressione culturale che è in atto a danno delle donne: in particolare chiediamo che venga modificato e cambiato il cosiddetto decreto stupri che in realtà sta producendo un arretramento pericoloso. Quasi come se le donne che sono stuprate debbano difendersi e motivare come se fosse colpa loro, in realtà è la cultura maschile che deve essere cambiata ed è necessario per questo cambiare quel decreto ed è necessario battersi e essere nelle piazze”- ha concluso Landini.






