giovedì, Marzo 5, 2026

Ardea, ricostruita la dinamica dell’omicidio del benzinaio: il giovane confessò dopo la fuga

La tragica vicenda che ha portato alla morte di Nahid Miah si è consumata a fine maggio nell’area di servizio Toil in via delle Pinete, Ardea, e ora gli inquirenti hanno ricostruito nei dettagli la dinamica del delitto. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane Marco Adamo si è presentato in sella a una moto, con casco indossato, e ha aggredito subito Miah, pretendendo l’incasso della giornata. La somma in contanti era di circa 570 euro. Durante lo scontro, il diciannovenne ha estratto un coltello e ha colpito il benzinaio, provocandone la morte. Dopo il tragico accoltellamento, Adamo è fuggito portando con sé il bottino. Poco dopo, nel tentativo di eliminare ogni traccia del reato, ha bruciato i contanti, un gesto che però non gli ha permesso di sfuggire alle conseguenze. Le indagini hanno ricostruito con precisione i fatti grazie all’analisi delle telecamere di sorveglianza della stazione di servizio e delle zone circostanti, che hanno confermato l’ordine degli eventi, dalla rapina all’accoltellamento. Inoltre, confrontando il percorso della moto con i dati delle celle telefoniche del giovane, gli investigatori sono riusciti a identificarlo con chiarezza, localizzandolo mentre si nascondeva a Latina. In sede di interrogatorio, Adamo ha infine confessato l’omicidio, ammettendo il gesto con le lacrime agli occhi: «Ho scoperto della sua morte sul web. Non volevo ucciderlo». La confessione ha confermato tutti i dati raccolti dagli investigatori, chiudendo il quadro della ricostruzione della vicenda e portando all’arresto del diciannovenne, ora accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e rapina. La comunità di Ardea resta ancora sotto choc per la perdita di Miah, mentre la ricostruzione dei fatti sottolinea l’efficacia delle indagini nell’identificare e assicurare alla giustizia l’autore di un crimine così grave.

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