Donald Trump torna a criticare duramente Volodymyr Zelensky mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quinto anno dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala. In un’intervista rilasciata a Politico, il tycoon ha ribadito che i negoziati sono in corso, ma ha rivolto un monito perentorio al leader di Kiev: “Zelensky deve darsi da fare e concludere un accordo”. Secondo il presidente degli Stati Uniti, è “inimmaginabile” che proprio il leader ucraino rappresenti l’ostacolo principale alla risoluzione diplomatica. Incalzato dai giornalisti, Trump ha usato parole durissime sulla posizione negoziale di Kiev: “Non avete le carte. Ora ne ha ancora meno”, ha affermato, riferendosi al potere contrattuale ucraino sul campo. Il tycoon si è detto invece convinto della volontà di Mosca di porre fine alle ostilità: “Penso che Putin sia pronto a un accordo”, ha ripetuto, insistendo sulla disponibilità del leader russo a sedersi al tavolo delle trattative. Il ministro degli Esteri ucraino ha accusato venerdì l’Ungheria di aver preso in ostaggio sette dipendenti di una banca ucraina a Budapest. “A Budapest, le autorità ungheresi hanno preso in ostaggio sette cittadini ucraini. Le ragioni rimangono sconosciute, così come il loro attuale stato di salute”, ha scritto Andriy Sybiga sul social network X. Secondo quanto aggiunto dal ministro, gli individui arrestati sono “dipendenti della banca statale Oschadbank, che gestivano due veicoli bancari in transito tra l’Austria e l’Ucraina per il trasporto di denaro contante”. Sybiga ha concluso il suo intervento chiedendo l’immediato rilascio dei cittadini coinvolti e chiarezza sulle motivazioni del fermo. Tramonta la proposta dell'”allargamento inverso” pensato dalla Commissione europea per accelerare il percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue e rendere così possibile il suo ingresso nel 2027. Nel corso di una cena di lavoro a Bruxelles, i rappresentanti dei Ventisette hanno chiarito a Björn Seibert, braccio destro di Ursula von der Leyen, la loro opposizione al modello del cosiddetto “allargamento inverso”.
“Non c’è stato nessuno che si sia espresso esplicitamente a favore dell’allargamento inverso e i grandi Stati membri si sono detti apertamente contrari”, spiegano fonti diplomatiche a conoscenza dello scambio di vedute. Tale opzione avrebbe previsto un’adesione immediata con il rinvio a una fase successiva di diritti e benefici, tra cui il diritto di voto e l’accesso ai principali programmi di finanziamento dell’Ue, invertendo di fatto il tradizionale processo di integrazione.
Il clima è stato descritto come “calmo”, con diversi Stati membri impegnati a indicare alla Commissione “i limiti delle possibilità”. La linea emersa dai governi è un richiamo al rigore: “L’adesione nel 2027 non è fattibile, occorre attenersi ai trattati e a un processo basato sul merito”, mettendo così fine alle ipotesi di scorciatoie per l’Ucraina. Il dibattito resta ora confinato alle tre strade già note, che spaziano dal mantenimento dello status quo, il processo basato sul merito, all’integrazione graduale nel mercato unico. “Continueremo il processo diplomatico quando i nostri partner americani saranno pronti a lavorare come concordato: formati bilaterali con loro, formati trilaterali con la Russia, così come il lavoro con gli europei”, ha affermato questa sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “In questo momento praticamente tutta l’attenzione del mondo è concentrata sulla situazione intorno all’Iran e, indipendentemente da quanto dureranno lì le ostilità, dobbiamo essere pronti a riprendere la diplomazia in qualsiasi momento. È esattamente così che lavora il team ucraino, tutti i membri della nostra delegazione”, ha osservato il leader ucraino.
Trump torna all’attacco di Zelensky: “Deve darsi da fare e chiudere l’accordo con Putin”






