Sono riprese sotto l’area della Casa del Jazz a Roma, le operazioni di scavo nei sotterranei della villa che un tempo apparteneva a Enrico Nicoletti, figura storicamente indicata dagli investigatori come il “cassiere” della Banda della Magliana. Un intervento atteso e carico di aspettative investigative, sospeso una settimana fa per ragioni tecniche e di sicurezza e riavviato oggi alla presenza delle autorità e delle forze dell’ordine. Durante le operazioni, gli operatori impegnati nei lavori hanno individuato un nuovo ambiente sotterraneo, finora sconosciuto e mai esplorato. La scoperta è avvenuta mentre si proseguiva nell’ispezione di una galleria già parzialmente mappata nei giorni scorsi. Tuttavia, proprio nel momento in cui si tentava di accedere al nuovo spazio, una frana improvvisa ha provocato il crollo di una parete, determinando la caduta di materiali inerti e rendendo impossibile l’ingresso in sicurezza nell’area appena individuata. Il cedimento ha costretto i tecnici a sospendere momentaneamente l’esplorazione del nuovo vano sotterraneo. La priorità, in queste ore, è la messa in sicurezza della struttura e la verifica della stabilità del terreno e delle pareti della galleria. Per questo motivo l’intera area è stata transennata e sarà presidiata costantemente fino a quando non verranno completati gli interventi necessari per consentire la ripresa delle attività. Alle operazioni ha preso parte anche il prefetto di Roma, presente sul posto per seguire da vicino l’evolversi degli scavi e le verifiche in corso. Le indagini nei sotterranei della villa continuano infatti a rappresentare un tassello importante per ricostruire possibili elementi legati alle attività della storica organizzazione criminale romana. Gli investigatori non escludono che negli ambienti ancora inesplorati possano essere custoditi reperti legati al passato della Banda della Magliana: armi, documenti o materiali che potrebbero contribuire a fare luce su vicende rimaste irrisolte per decenni. Ma l’interesse attorno agli scavi si estende anche ad alcuni dei misteri più oscuri della storia italiana recente. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è infatti anche la possibilità che nei sotterranei possano emergere elementi collegati alla scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana sparita il 22 giugno del 1983, uno dei casi più discussi e controversi degli ultimi quarant’anni. Allo stesso modo viene citata anche la misteriosa sparizione del giudice Paolo Adinolfi, avvenuta il 2 luglio del 1994. Al momento non vi sono conferme né elementi concreti che colleghino direttamente il sito a queste vicende, ma la presenza di nuovi ambienti sotterranei mai esplorati mantiene alta l’attenzione degli investigatori. Solo dopo la completa messa in sicurezza dell’area sarà possibile riprendere gli scavi e verificare cosa si nasconde realmente oltre la parete crollata.






