venerdì, Marzo 6, 2026

Furti alla Coin della stazione Termini, solo obbligo di firma per la cassiera

Emergono nuovi sviluppi nell’inchiesta sui presunti furti avvenuti nel 2024 all’interno dello store Coin della stazione Termini di Roma, una vicenda che coinvolgerebbe complessivamente ventuno appartenenti alle forze dell’ordine e alcuni dipendenti del punto vendita. Nelle scorse ore il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti di una cassiera la misura cautelare dell’obbligo di firma, respingendo invece la richiesta di custodia in carcere avanzata dalla Procura. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe avuto un ruolo centrale nel meccanismo che avrebbe consentito l’uscita dal negozio di capi di abbigliamento e profumi senza il regolare pagamento. Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere di sorveglianza interne al punto vendita, avrebbero documentato numerosi episodi in cui la dipendente avrebbe rimosso le placche antitaccheggio dai prodotti su richiesta di alcuni clienti. Tra questi, secondo gli inquirenti, figurerebbero diversi agenti e militari appartenenti a vari corpi dello Stato. Le telecamere installate nel negozio avrebbero ripreso la cassiera mentre, dietro il bancone, disattivava o rimuoveva i dispositivi di sicurezza applicati a vestiti e profumi. Una procedura che avrebbe consentito ai presunti complici di uscire dal punto vendita senza far scattare i sistemi antitaccheggio presenti ai varchi. Gli investigatori stimano che episodi simili si sarebbero verificati in circa novanta occasioni. Durante l’interrogatorio davanti agli inquirenti, la dipendente ha respinto le accuse di aver partecipato consapevolmente a un sistema di furti. La donna ha sostenuto di essersi limitata a fare favori a persone che conosceva, utilizzando talvolta la propria carta sconti per consentire loro di ottenere prezzi ridotti sugli acquisti. Ha inoltre negato di aver avuto la consapevolezza che quei comportamenti potessero configurare un’attività illecita. Il giudice ha ritenuto comunque necessario applicare una misura cautelare, disponendo l’obbligo di firma, ma non ha accolto la richiesta di arresto formulata dalla Procura, ritenendo non sussistenti le condizioni per una misura detentiva. Nel fascicolo dell’indagine compaiono anche altre tre cassiere del punto vendita, ma nei loro confronti il gip non ha ritenuto di adottare alcuna misura restrittiva. La loro posizione resta comunque al vaglio degli investigatori nell’ambito degli accertamenti ancora in corso. Nel frattempo lo store Coin della stazione Termini risulta attualmente chiuso. Gli investigatori stanno continuando ad analizzare la documentazione raccolta e i filmati di videosorveglianza per ricostruire con precisione la dinamica degli episodi contestati e verificare eventuali responsabilità individuali. L’inchiesta prosegue per chiarire l’eventuale esistenza di un sistema organizzato di sottrazione della merce e il ruolo svolto da ciascuna delle persone coinvolte.

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