Sono tornati in piazza dopo tre anni gli agricoltori che contestano le politiche commerciali europee e il prezzo riconosciuto ai produttori agricoli. Questa mattina un gruppo di manifestanti si è mosso da via Castel di Leva, lungo l’Ardeatina, per dirigersi verso il Palazzo dello Sport dell’Eur, a Roma, dando il via a una nuova mobilitazione del comparto primario. La protesta è promossa dal Coapi, il Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani, realtà nata nel febbraio di due anni fa che riunisce diverse decine di associazioni e gruppi rappresentativi del mondo agricolo e della pesca. Il coordinamento è tornato a mobilitarsi per denunciare quella che definisce una situazione sempre più critica per i produttori, stretti tra costi di produzione elevati e prezzi di vendita ritenuti insufficienti a garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole. Al centro della manifestazione c’è soprattutto la contestazione dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur, recentemente siglato a livello comunitario e al quale ha aderito anche l’Italia. Secondo i promotori della protesta, l’intesa rischierebbe di favorire l’ingresso sul mercato europeo di prodotti agricoli provenienti da Paesi extraeuropei che non rispettano gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali imposti alle imprese agricole dell’Unione. I manifestanti denunciano in particolare il pericolo rappresentato dall’importazione di merci considerate non conformi alle normative comunitarie, che potrebbero mettere in difficoltà le produzioni nazionali e compromettere la competitività del Made in Italy agroalimentare. Una situazione che, secondo il coordinamento, rischia di incidere pesantemente sui redditi degli agricoltori e sulla sopravvivenza di molte piccole e medie imprese agricole. Tra le richieste rivolte al Governo figurano misure urgenti per contrastare la crisi che interessa le filiere dell’agroalimentare non industriale e interventi strutturali per tutelare le aziende di territorio. Il Coapi punta inoltre a costruire un fronte più ampio coinvolgendo cittadini e altri settori sociali in quella che viene definita una “Alleanza sul Diritto al Cibo”: da un lato il diritto dei lavoratori e delle imprese agricole a produrre, dall’altro quello dei cittadini ad avere accesso a un’alimentazione sana, sicura e di qualità. Il coordinamento chiede anche che il settore agricolo venga escluso dagli accordi di libero scambio internazionali, come quello tra Unione Europea e Mercosur, ritenuti incompatibili con la tutela delle produzioni locali e dei modelli agricoli su scala territoriale. La mobilitazione, iniziata oggi con il corteo partito dall’Ardeatina, proseguirà anche nella giornata di domani con nuove iniziative di protesta e momenti di confronto tra gli operatori del settore. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà dell’agricoltura italiana e ottenere risposte concrete dalle istituzioni.






