domenica, Marzo 8, 2026

Erosione alla Palude di Torre Flavia, sopralluogo urgente della Regione: «Area a rischio»

Un sopralluogo direttamente sul campo per valutare la gravità della situazione e accelerare la ricerca di soluzioni. Alla fine il vertice alla Palude di Torre Flavia si è svolto davvero, con istituzioni e tecnici riuniti nell’oasi naturalistica minacciata sempre più dall’erosione della costa. Un fenomeno che, se non contrastato, potrebbe mettere seriamente a rischio la sopravvivenza stessa dell’area protetta. L’incontro è stato convocato dalla Direzione Demanio e Tutela del Patrimonio della Regione Lazio, dopo gli appelli lanciati nelle scorse settimane dalle amministrazioni locali. Tra queste anche la sindaca di Cerveteri, Elena Gubetti, che aveva sollecitato un intervento urgente segnalando il rischio concreto che l’erosione marina possa compromettere l’equilibrio dell’intero ecosistema. Al sopralluogo hanno partecipato, in rappresentanza della Città Metropolitana di Roma Capitale, Loredana Sgroi e Corrado Battisti, responsabile del monumento naturale istituito nel 1997. Presenti anche tecnici e dirigenti regionali, oltre alla stessa sindaca Gubetti, che aveva richiesto l’incontro dopo un confronto con l’assessore regionale al Demanio Fabrizio Ghera. All’incontro ha preso parte anche il consigliere comunale di Ladispoli con delega alle Aree protette, Filippo Moretti, segno di una collaborazione istituzionale necessaria per affrontare una problematica che riguarda un tratto di costa condiviso e di grande valore ambientale. La situazione è considerata delicata. L’erosione sta progressivamente riducendo la fascia costiera che protegge la palude, mettendo in pericolo un habitat prezioso dal punto di vista naturalistico, popolato da numerose specie di uccelli migratori e caratterizzato da una flora tipica delle zone umide costiere. Per affrontare il problema, la Regione Lazio ha avviato uno studio complessivo del litorale regionale grazie a un accordo con l’Università degli Studi Roma Tre. L’obiettivo è monitorare i fenomeni erosivi lungo tutta la costa e individuare le aree maggiormente esposte dove sarà necessario intervenire con opere di difesa e tutela ambientale. Proprio nell’ambito di questa convenzione verrà ora richiesta all’ateneo un’analisi specifica del tratto di costa che interessa la Palude di Torre Flavia. Lo studio servirà a individuare, in sinergia con gli enti coinvolti, le soluzioni più efficaci per mettere in sicurezza l’area e preservare un patrimonio naturalistico considerato di grande valore per l’intero Lazio. La sensazione, condivisa dai partecipanti al sopralluogo, è che si tratti di una vera e propria corsa contro il tempo: senza interventi mirati e tempestivi, l’erosione potrebbe continuare a erodere terreno prezioso, mettendo a rischio uno degli ultimi ambienti umidi costieri rimasti lungo il litorale laziale.

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