mercoledì, Marzo 11, 2026

Sanità sul litorale, nuovi concorsi per primari all’ospedale di Anzio

Nuove assunzioni in arrivo per rafforzare la sanità del litorale romano. Sono stati infatti pubblicati i bandi di concorso per il conferimento di incarichi quinquennali come direttori di Unità Operativa Complessa in due reparti strategici dell’Ospedali Riuniti Anzio-Nettuno. Nel dettaglio, per la struttura ospedaliera di Anzio sono stati indetti i concorsi per la nomina del direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia (Gazzetta Ufficiale n.16 del 27 febbraio 2026) e per quella di Anestesia e Rianimazione. Analoghe procedure sono state avviate anche per l’Ospedale Paolo Colombo, dove i bandi riguardano gli incarichi quinquennali di direttore delle U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia e di Anestesia e Rianimazione (Gazzetta Ufficiale n.17 del 3 marzo 2026). Il rafforzamento degli organici nei due ospedali è destinato ad avere effetti sull’intera rete sanitaria della ASL Roma 6, che serve circa 574.136 abitanti distribuiti su 21 comuni tra l’area dei Castelli Romani e il litorale laziale. Il territorio sanitario si estende su oltre 723 chilometri quadrati ed è organizzato in sei distretti che fanno capo al Dipartimento della Funzione Territoriale. Attualmente la rete ospedaliera della ASL Roma 6 comprende diverse strutture: l’Ospedale San Sebastiano Martire con pronto soccorso, l’Ospedale San Giuseppe con attività di ospedale diurno, l’Ospedale dei Castelli e l’ospedale di Velletri, entrambi con DEA di primo livello, oltre agli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno. Nonostante il rafforzamento della rete, resta però aperto il tema della carenza di posti letto. Il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale 70/2015, che stabilisce un tetto massimo regionale di 3,7 posti letto ogni mille abitanti, di cui 0,7 destinati alla riabilitazione. La situazione potrebbe migliorare nei prossimi anni grazie ai nuovi progetti sanitari previsti sul territorio, tra cui la realizzazione di sei Ospedali di Comunità – a Pomezia, Genzano, Albano, Anzio, Marino e Rocca Priora – e undici Case della Comunità, strutture pensate per rafforzare la medicina territoriale e alleggerire la pressione sugli ospedali. Resta però il nodo degli standard nazionali. Secondo molti operatori sanitari, il decreto del 2015 non rispecchia più la realtà demografica del Paese. L’aspettativa di vita in Italia è infatti aumentata: tra il 2015 e il 2025 è passata da 80,1 a 81,4 anni per gli uomini e da 84,7 a 85,7 anni per le donne. Nel Lazio i dati risultano ancora più elevati, con una media nel 2025 di 81,8 anni per gli uomini e 85,9 per le donne. Un aumento dell’età media della popolazione che comporta inevitabilmente una maggiore richiesta di assistenza sanitaria e posti letto, alimentando il dibattito sulla necessità di aggiornare gli attuali parametri nazionali per adeguarli alle nuove esigenze della popolazione.

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