giovedì, Marzo 12, 2026

Azienda Usa licenzia tutti i dipendenti a Marghera, sostituiti dall’intelligenza artificiale

L’azienda InvestCloud Italy con sede a Marghera (Venezia), ha avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti per cessazione dell’attività nella sede veneziana, l’unica presente in Italia. L’azienda, attiva nel settore della tecnologia finanziaria, secondo quanto scrive il quotidiano la Nuova di Venezia e Mestre, ha comunicato a Federmeccanica, organizzazioni sindacali e Confindustria Veneto Est la decisione, motivandola con un nuovo modello organizzativo del gruppo statunitense, basato su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale che “non prevede il mantenimento di strutture locali autonome”. La notizia è arrivata in una lettera inviata alle parti sociali il 9 marzo che ha annunciato la procedura collettiva a sindacati e istituzioni. “Il modello storico ‘su misura’, organizzato in team dislocati su più giurisdizioni e impegnati in adattamenti locali, ha determinato duplicazioni operative, economie di scala ridotte, tempi di sviluppo più lunghi e una valorizzazione solo parziale dei benefici in termini di produttività e automazione derivanti dall’intelligenza artificiale”, scrive l’azienda che, a livello globale, offre piattaforme digitali per la gestione del patrimonio e soluzioni software alle istituzioni finanziarie. La società italiana, in particolare, è attiva nel business Digital Wealth, nell’ultimo anno e mezzo, segnato da “una significativa accelerazione dei cambiamenti tecnologici, con un crescente livello di integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nei modelli di servizio per la gestione del patrimonio”. Una situazione che secondo InvestCloud ha determinato l’esigenza di un “riallineamento strutturale”, con la scelta di puntare su pochi centri di eccellenza globali e una strategia basata su una “accelerazione degli investimenti in soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e un rafforzamento dell’attenzione all’innovazione replicabile e scalabile”. La lettera di licenziamento ha lasciato sgomenti i dipendenti, che si riuniranno in assemblea. I sindacati nella vicenda vedono l’anticipazione di un fenomeno che potrebbe riguardare molte realtà nei prossimi mesi e anni. “Serve che si operino azioni e si definiscano nuove regolamentazioni per arginare un fenomeno che rischia di allargarsi in tutto il settore dell’Ict” sottolinea il segretario della Fim Cisl Matteo Masiero. Dal canto loro, Cgil e Fiom chiedono un tavolo istituzionale per “affrontare una questione che riguarda non solo una singola azienda, ma il modello di sviluppo che vogliamo costruire per questo territorio e per il Paese”.

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