Non ci sono più le bancarelle su Piazzale Flaminio, liberata dal mercatino che da più di un decennio occupava parte importante di uno dei luoghi simbolo del centro di Roma. Ci sono ora tre pattuglie dei Vigili urbani a presidiare l’area, e del mercatino restano solo le linee che delimitavano le postazioni, mentre i banchi che fino a un paio di giorni fa vendevano vestiti e altri oggetti sono stati spostati tutti su Piazza Mancini. All’origine ci sarebbe un problema di sicurezza per la vicinanza delle uscite della metro e della stazione ferroviaria, ma nella decisione dei responsabili del Secondo Municipio di Roma Capitale hanno pesato anche le tante segnalazioni sul decoro da parte dei residenti. “La Direttiva europea Bolkenstein, il piano del commercio approvato dal Municipio a dicembre, le prescrizioni delle forze dell’ordine e una sentenza del Tar passata in giudicato sono stati gli elementi che hanno condotto a questo risultato”, ha detto Valentina Caracciolo, assessora alle Attività Produttive del II Municipio. In particolare, la sentenza del tribunale amministrativo aveva escluso che aree come piazzale Flaminio e via Ferrero potessero essere destinate al commercio su strada, considerando la loro importanza storica. A escluderlo anche le norme del Codice dei beni culturali.






