giovedì, Marzo 12, 2026

Scritta choc su un banco del liceo scientifico Newton

Una scritta con contenuti estremamente violenti è stata scoperta su un banco della sede succursale del liceo scientifico Newton, nel quartiere Esquilino di Roma. A segnalare l’episodio sono state attiviste e attivisti del collettivo studentesco Assange, che hanno denunciato quanto accaduto nella sede di via dell’Olmata. La frase, scritta a matita, conteneva un incitamento all’omicidio di una donna incinta accompagnato da ulteriori indicazioni di violenza. Il messaggio è stato notato all’interno di un’aula da studenti e docenti, suscitando forte sconcerto nella comunità scolastica. Secondo quanto riferito dal collettivo studentesco, la scritta rappresenta un caso particolarmente grave per il contenuto e per il modo in cui è stata formulata. Gli studenti parlano di “un manuale che incita alla violenza e a pensieri che non dovrebbero attraversare la mente di nessuno”. Nel messaggio, spiegano, non compariva soltanto una frase aggressiva ma una descrizione dettagliata di atti violenti, circostanza che ha reso ancora più forte la reazione di chi l’ha letta. Il collettivo ha spiegato che studenti e professori sono rimasti scioccati, sottolineando la preoccupazione per la presenza di un messaggio di questo tipo in un ambiente scolastico. Dopo la segnalazione dell’episodio, gli studenti hanno rilanciato il tema dell’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole. Secondo il collettivo, situazioni come quella emersa nel liceo romano dimostrano la necessità di rafforzare percorsi educativi e di sensibilizzazione. Gli studenti sottolineano anche l’importanza di offrire supporto psicologico a chi possa trovarsi ad affrontare pensieri violenti o situazioni di disagio. L’obiettivo, spiegano, deve essere quello di contrastare la normalizzazione della violenza e promuovere una cultura del rispetto all’interno delle comunità scolastiche. L’episodio riporta l’attenzione su altri casi avvenuti negli ultimi anni negli istituti scolastici della Capitale e che hanno riaperto il dibattito sulla violenza di genere tra i giovani. Tra questi, le cosiddette “liste stupri” comparse in alcuni licei romani, con i nomi di studentesse indicati in modo offensivo. Gli episodi erano stati segnalati prima al liceo Giulio Cesare, nel quartiere Trieste, e successivamente al vicino liceo Carducci. Quelle vicende avevano portato a proteste, manifestazioni e occupazioni studentesche, riaccendendo il confronto sulla necessità di programmi di educazione affettiva nelle scuole. Il liceo Newton era stato coinvolto in un’altra vicenda simile all’inizio del 2025. In quell’occasione il collettivo studentesco aveva denunciato la manipolazione di fotografie rubate a quattro studentesse e a una docente. Le immagini erano state modificate con un programma utilizzato tramite una piattaforma di messaggistica per far apparire nude le persone ritratte. Le foto alterate erano poi state mostrate dall’autore a diversi compagni di classe. Anche in quel caso il fatto aveva sollevato preoccupazione all’interno della scuola e tra gli studenti, riportando al centro il tema del rispetto, della tutela delle persone e della responsabilità nell’uso delle tecnologie digitali.

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