lunedì, Marzo 16, 2026

Il 16 marzo del 1978, il rapimento di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse

Il 16 marzo del 1978, il rapimento di Aldo Moro. Quel giorno iniziarono i 55 giorni più lunghi della storia dell’Italia Repubblicana. Oggi, ricorre il 48esimo anniversario dal sequestro del leader della Democrazia Cristiana, ad opera delle Brigate Rosse, in cui morirono anche i cinque uomini della scorta.  Erano circa le 9 quando in via Mario Fani, nel quartiere Trionfale, la vettura con a bordo Aldo Moro e la macchina della scorta vennero bloccate dai brigatisti. Il gruppo aprì il fuoco contro le due vetture. Nell’agguato caddero i cinque uomini della scorta. Morirono: i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e gli agenti di polizia Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino.  Aldo Moro, all’epoca Presidente della Democrazia Cristiana, fu portato in un nascondiglio e iniziò un lungo dialogo tra Brigate Rosse e i vertici dello Stato. Moro, attraverso le sue lettere alla famiglia e i suoi messaggi al governo, chiese di essere liberato. Lo Stato rispose con una posizione di fermezza, non cedendo al “ricatto” delle BR. Il 9 maggio successivo, il corpo dello statista venne fatto ritrovare nel cofano di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, al centro di Roma, a due passi dalla storica sede della Democrazia Cristiana.
Da quest’anno è disponibile sul sito della Camera una nuova serie di documenti della Commissione Moro, desecretata dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati, su proposta del Presidente Lorenzo Fontana.  E in virtù di questa decisione, 64 documenti e 3 resoconti si aggiungono ai 992 già accessibili.

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