Si sarebbe trovato nel posto sbagliato, al momento sbagliato il dirigente 57enne del ministero del Made in Italy aggredito brutalmente alla stazione Termini il 10 gennaio scorso. Gli aggressori, sei in carcere e uno latitante in Germania, lo avrebbero confuso con chi, qualche istante prima del suo arrivo allo scalo ferroviario, aveva avuto un diverbio con la fidanzata di uno dei malviventi. A confermare ciò che gli inquirenti avevano supposto, sarebbero le immagini di video sorveglianza che avrebbero immortalato gli attimi del litigio tra una giovane e un passante. A quest’ultimo la donna sembra chiedere con insistenza qualcosa. Lui la scansa ma con delicatezza e si allontana mentre lei cade a terra. Intanto sulla scena spunta il funzionario. Individuato dal branco come il colpevole dello screzio. Lo accerchiano e in pochi secondi lo riempiono di calci e pugni fino a farlo cadere a terra. Dopo il coma fortunatamente non è in pericolo di vita ma sta affrontando un lungo percorso di riabilitazione. Ha subito fratture al volto, la più grave alla mandibola. Il suo futuro è pieno di incognite, per colpa di uno scambio di persona.






