Raffaella Carrà aveva un figlio adottivo segreto. Si chiama Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964 e residente a Roma, dove dirige la ‘Arcoiris edizioni musicali’, di cui è titolare. Già segretario personale e manager di Raffaella Carrà, era tra le persone a lei più vicine e care, insieme a pochi altri. A rivelarlo, è stato il sito del Corriere della Sera, ha fatto seguito una nota della Fondazione Raffaella Carrà che, confermando la notizia, ha precisato: “La scelta della sig.ra Raffaella Carrà di adottare il sig. Gian Luca Pelloni Bulzoni è stata finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care”, scrive l’ufficio stampa. “Il signor Pelloni Bulzoni ha già istituito la Fondazione Raffaella Carrà, destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista”. Pelloni Bulzoni, spiega ancora la nota, è in ogni caso “erede universale di Raffaella Carrà, non erede unico”. La conduttrice – che non ha avuto figli ma aveva due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Enzo, morto anche lui a soli 56 anni nel 2001 – “nelle sue ultime disposizioni non ha escluso nessuno dei suoi affetti”. La notizia, si legge su Corriere.it, è emersa del tutto casualmente da un contenzioso giudiziario con una società spagnola per il musical teatrale ‘Ballo ballo’, di cui Bulzoni ha chiesto l’inibitoria alla ‘realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo’, per l’assenza del suo consenso. Una richiesta depositata al Tribunale di Roma proprio in qualità di erede di Raffaella Carrà, e ‘titolare quindi dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome (reale e d’arte), nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale perché altresì titolare del diritto morale e dei diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno dell’artista”. La giudice del Tribunale di Roma, Laura Centofanti, non ha però concesso l’inibitoria richiesta perché, fino a oggi, si sono già svolte le 36 rappresentazioni teatrali del musical e non ne sono previste altre. Per eventuali risarcimenti l’erede della Carrà dovrà quindi, eventualmente, proseguire l’azione legale nel processo di merito.






