mercoledì, Marzo 18, 2026

Patto per la difesa Londra-Kiev, oggi Zelensky da Sanchez a Madrid

Gli alleati occidentali devono mantenere “l’attenzione” sul sostegno all’Ucraina nella guerra contro la Russia, nonostante il conflitto parallelo scatenatosi in Medio Oriente sulla scia degli attacchi di Usa e Israele all’Iran e della reazione di Teheran. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer rivolgendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Downing Street. Il vertice segue un colloquio informale a Buckingham Palace fra Zelensky e re Carlo III e precede un incontro – allargato al ministro della Difesa, John Healey, e al segretario generale della Nato, Mark Rutte, dedicato alla formalizzazione di un accordo bilaterale sulla difesa incentrato sulla produzione dei droni e di droni anti-drone: nell’ambito di una guerra ‘low cost’ come quella in atto sul fronte ucraino-russo e il cui esempio è stato evocato pure per lo scontro con l’Iran. “Vi è un conflitto in corso in Iran e in Medio Oriente, ovviamente”, in queste settimane, ha ricordato Starmer, ma noi non possiamo perdere attenzione su quanto accade in Ucraina e sulla necessità di sostenere” Kiev.L’incontro con il primo ministro britannico Keir Starmer si è svolto “nel formato di un dialogo strategico. Oggi abbiamo firmato la Dichiarazione di cooperazione industriale rafforzata tra Ucraina e Regno Unito in materia di sicurezza e difesa. Si tratta di un passo importante per rafforzare la nostra difesa”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando di aver informato Starmer “sulla situazione al fronte, sugli attacchi russi e sulla nostra necessità di proteggere le vite umane. Abbiamo discusso dello sviluppo della produzione congiunta nel settore della difesa e del rafforzamento della difesa aerea ucraina con l’aggiunta di missili ai sistemi di difesa aerea. Naturalmente, abbiamo anche affrontato la situazione in Medioriente”. “Ringrazio il Regno Unito e personalmente Keir Starmer per il sostegno. In Ucraina lo apprezziamo sinceramente”. Il premier spagnolo Pedro Sanchez riceverà il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, al Palazzo della Moncloa. È la quarta volta che il leader ucraino visita la Spagna. Il viaggio si tiene dopo le tappe in Romania, Francia e Regno Unito e alla vigilia del Consiglio europeo, durante il  quale il governo spagnolo difenderà la linea dura con Mosca. Fonti della Moncloa sottolineano che la Spagna, come l’Ue, non è favorevole ad alleggerire le sanzioni alla Russia. “La pressione su Mosca funziona”, commentano. Durante la visita di Zelensky, il governo ribadirà l’impegno a continuare a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura, specialmente in un contesto di grande incertezza globale e in cui la guerra in Iran sta consentendo alla Russia di trarre vantaggio dall’aumento dei prezzi sul mercato degli idrocarburi. Per Madrid è prioritario garantire l’autosufficienza energetica dell’Ucraina, soprattutto dopo che i bombardamenti russi hanno ridotto del 70% la capacità elettrica del Paese. Enti pubblici e privati spagnoli hanno già inviato generatori ad alta efficienza in grado di fornire energia a 14.000 persone.
La Spagna è inoltre fermamente impegnata nella ricostruzione dell’Ucraina. Nel campo della cooperazione, si continua a contribuire ad azioni umanitarie quali la ricostruzione di scuole o il sostegno alle attività di sminamento nel Paese. Nel corso della visita verranno firmati diversi accordi di cooperazione in vari ambiti tra Madrid e Kiev “al fine di mantenere il sostegno all’Ucraina nella difesa della sua sovranità”, spiegano dalla Moncloa. Domani Zelensky sarà ricevuto anche dal re Felipe VI al Palazzo della Zarzuela. I “regimi” di Russia e Iran sono “fratelli nell’odio”. Parola del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che da Londra ha cercato di legare i conflitti in cui sono coinvolti Mosca e Teheran, come un gancio verso gli Usa di Donald Trump. “Per questo sono fratelli nella condivisione delle armi”, ha aggiunto il leader di Kiev, accusando sia le forze di Vladimir Putin sia quelle della Repubblica Islamica di usare l’Intelligenza Artificiale a fini bellici per “uccidere a basso costo da lunga distanza”. Armi che bisogna fermare per far sì che “i regimi fondati sull’odio non  possano vincere mai e poi mai”, ha tuonato, tornando a offrire l’esperienza accumulata dall’Ucraina nei sistemi d’intercettamento di droni low cost tipo gli Shahed iraniani, offrendoli a un prezzo di “meno di 10.000 dollari” l’uno: molto meno dei milioni necessari ad abbatterli usando i caccia o altre armi di difesa anti-aerea come i missili. Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall’esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell’Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell’accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer – e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte – incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost. “Ci sono 201 specialisti ucraini in Medio Oriente e nel Golfo e altri 34 sono pronti a essere schierati”, ha sottolineato Zelensky in un discorso tenuto di fronte a deputati e lord al Parlamento di Westminster, ultimo atto della sua visita nel Regno dopo la firma del nuovo patto di difesa con Starmer: “Sono esperti militari, capaci di dare aiuto nella difesa contro i droni Shahed” iraniani. Il presidente ucraino ha poi evocato anche un ipotetico aiuto di Kiev al Regno Unito nella difesa della base della Raf di Akrotiri, a Cipro. Ha quindi ringraziato Londra per aver mantenuto le sanzioni sul petrolio russo malgrado gli effetti della guerra all’Iran sul mercato globale dell’energia, rammaricandosi che invece gli Usa di Donald Trump abbiano aperto una breccia su questo fronte anche a fronte del contributo militare dell’Ucraina nello scacchiere mediorientale. Nel suo intervento, Zelensky ha parlato pure del crescente uso bellico dell’Intelligenza Artificiale (AI), avvertendo che i “nemici” già vi fanno ricorso, che in futuro questa tecnologia darà vita ad armi ancor più “sanguinose” e incoraggiando i leader occidentali a investire di più nell’industria militare, nelle tecnologia, nell’innovazione degli armamenti. E ha messo sul piatto i ‘prodotti’ già sperimentati che un Paese in guerra come il suo può offrire al mercato. Per rivelare infine di aver regalato “a Sua Maestà re Carlo III un iPad”. “Dobbiamo agire ora affinché le prossime generazioni possano dire che i leader di oggi hanno agito quando contava farlo, per garantire alla gente di vivere in sicurezza nel futuro”, ha proclamato, per poi aggiungere: “Se Vladimir Putin fosse stato fermato nel 2022, oggi non dovremmo difenderci dai droni Shahed”. Domani Zelensky sarà a Madrid, per colloqui con i vertici della Spagna, mentre giovedì rinnoverà i suoi argomenti a Bruxelles, partecipando a un vertice dei leader dell’Ue.

 

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