giovedì, Marzo 19, 2026

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto con “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”. Riduzione di 25 centesimi sul carburante, 26% di credito di imposta per il carburante per gli autotrasportatori, 20% per i pescatori e poi uno speciale regime di controllo anti-speculazione che resterà in vigore per i prossimi due mesi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Salamanca per ricevere dall’Università il dottorato honoris causa, ha firmato il decreto legge. “Il decreto prevede un sostanzioso taglio delle accise”, ha dichiarato Salvini, precisando che il beneficio per i consumatori sarà quasi istantaneo. Secondo il Ministro, infatti, il provvedimento “già dalle prossime ore si trasformerà in riduzione del prezzo di diesel e benzina”, garantendo una boccata d’ossigeno immediata per l’intera rete distributiva nazionale. In una intervista Giorgia Meloni ha confermato la riduzione di 25 centesimi per il carburante. “L’Italia avrà il diesel e la benzina meno cari di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna”. Si tratta di un aiuto definito “sostanzioso”, seppur vincolato alla volatilità del mercato. La strategia italiana si muove infatti in un delicato equilibrio temporale: “Bisognerà verificare cosa succede nelle prossime settimane”, ha avvertito il Ministro, ricordando che il Consiglio Europeo previsto per domani potrebbe adottare ulteriori decisioni a livello comunitario. ”Non stiamo parlando di 3 o 4 centesimi al litro” ma ”di 20-25 centesimi al litro”, ha aggiunto il ministro. ”È chiaro che questo deve essere automaticamente tolto dal prezzo: se oggi il diesel è mediamente a 2-2,10 euro, domani deve scendere sotto i 2 e scendere sotto l’1,90”, ha chiosato Salvini. Emergono i dettagli temporali e strutturali del Decreto carburanti approvato dal Consiglio dei Ministri. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il taglio delle accise avrà una durata iniziale di 20 giorni. Una scelta di brevissimo termine che permetterà al Governo di valutare l’andamento dei mercati e le prossime mosse in sede europea. La novità politica più rilevante riguarda la platea dei beneficiari. La norma approvata “assorbe” e sostituisce l’ipotesi di un rafforzamento della Social Card: mentre quest’ultima avrebbe riguardato esclusivamente le fasce di reddito più basse, il taglio delle accise sarà universale, garantendo una riduzione del prezzo alla pompa per tutti i cittadini e le imprese, senza distinzioni di ISEE. Al termine di una giornata scandita da vertici politici e consultazioni tecniche, il Governo ha approvato il nuovo Decreto Carburanti per rispondere con immediatezza al rialzo dei prezzi energetici. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ufficializzato la misura principale durante un intervento al Tg1, confermando una riduzione di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio. La decisione è maturata dopo una serie di incontri chiave a Palazzo Chigi con i ministri dell’Economia e dell’Ambiente, Giorgetti e Pichetto Fratin, parallelamente alla riunione tenuta a Milano dal vicepremier Matteo Salvini con i vertici delle compagnie petrolifere. Il cuore del provvedimento risiede nel tentativo di blindare il calo dei prezzi attraverso uno speciale regime di controllo anti-speculazione che resterà in vigore per i prossimi due mesi. In questa cornice, il Garante per la sorveglianza dei prezzi agirà come un vero e proprio osservatore speciale, segnalando ogni anomalia o incremento ingiustificato alla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle avranno il compito di ispezionare la documentazione contabile lungo l’intera filiera, risalendo dai costi giornalieri alla pompa fino alle quotazioni internazionali del greggio, per verificare che il taglio fiscale non venga assorbito da rincari arbitrari. Sul fronte del sostegno ai settori produttivi e alle famiglie, il decreto introduce un credito d’imposta del 28% riservato agli autotrasportatori che utilizzano veicoli Euro 5 o superiori, una mossa pensata per calmierare i costi della logistica e della distribuzione delle merci. Contemporaneamente, l’esecutivo ha scelto di potenziare la Social Card con uno stanziamento di 130 milioni di euro per il 2026. La carta acquisti, finora destinata prevalentemente ai beni alimentari, potrà essere utilizzata anche per il rifornimento di carburante, integrando così gli aiuti per le fasce di popolazione più esposte all’inflazione energetica. L’operazione punta a stabilizzare il mercato nazionale in attesa delle prossime mosse dell’Unione Europea, cercando di posizionare l’Italia tra i Paesi con i prezzi al consumo più competitivi del continente. “Combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo i prezzi”, ha concluso la Premier, ribadendo che l’obiettivo prioritario del decreto è la tutela del potere d’acquisto dei cittadini attraverso un’azione coordinata tra agevolazioni fiscali e rigore nei controlli. Alla vigilia del Consiglio Ue, in una lettera indirizzata ai vertici comunitari i leader di Italia, Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia chiedono una “revisione approfondita” del sistema Ets che includa “un’estensione delle quote gratuite Ue oltre il 2034”, nonché un approccio “graduale all’eliminazione delle quote gratuite a partire dal 2028. I capi di Stato e di governo dei dieci Paesi, inclusa la premier Giorgia Meloni, chiedono inoltre di accelerare la revisione che dovrebbe essere presentata “al più tardi alla fine di maggio”, si legge nel testo. Nella lettera del 16 marzo sulla competitività – ricorda il testo dei 10 leader – la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen “sottolinea giustamente che dobbiamo garantire che il sistema Ets sia adeguato alle nuove realtà. A tal fine riteniamo necessaria una revisione approfondita dell’Ets volta a mitigare il suo impatto sui prezzi dell’energia elettrica e a ridurre il rischio di volatilità dei prezzi del carbonio, compresa un’estensione delle quote gratuite dell’Ue nell’ambito dell’Ets 1 oltre il 2034. Inoltre, è fondamentale rendere graduale la graduale eliminazione delle quote gratuite a partire dal 2028 per evitare di imporre un onere eccessivo all’industria durante questo periodo di transizione. Accogliamo con favore il fatto che questo principio sia riflesso anche nell’accordo sull’obiettivo climatico per il 2040”. Sulla revisione dell’Ets “il tempo stringe; la relativa proposta legislativa non dovrebbe quindi essere rinviata all’estate. A seguito delle prossime discussioni in seno al Consiglio europeo di marzo, la revisione del sistema Ets 1 dovrebbe essere presentata al più tardi alla fine di maggio”, sottolinea la lettera indirizzata a von der Leyen e a Antonio Costa. “Il cambiamento climatico deve essere affrontato con determinazione. Tuttavia, potremo avere successo nella transizione verde solo se la nostra base industriale rimarrà forte. Da quando è stato raggiunto l’accordo sul Green Deal, il contesto globale è cambiato in modo significativo. I prezzi dell’energia sono saliti alle stelle, l’inflazione ha reso gli investimenti necessari per la transizione ancora più costosi e le attuali soluzioni di decarbonizzazione non sono ancora sufficientemente sviluppate per garantire la sostenibilità economica dei settori in cui è difficile ridurre le emissioni. Oggi constatiamo che il percorso previsto dall’Ets fino al 2034 è troppo ripido e eccessivamente ambizioso. Il nostro settore è impegnato e continua ad adottare le misure necessarie per trasformare i propri modelli di business”, spiegano i 10 leader. Il petrolio intanto è tornato a salire dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all’impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento ed è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.

 

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