“Senza gli Stati Uniti, la Nato è una tigre di carta!”. Lo scrive Donald Trump su Truth. Gli alleati, aggiunge, “non hanno voluto unirsi alla lotta per fermare un Iran dotato di armi nucleari. Ora che quella lotta e’ stata vinta militarmente, con pochissimi rischi per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono contribuire all’apertura dello Stretto di Hormuz, una semplice manovra militare che e’ l’unica ragione degli alti prezzi del petrolio. Cosi’ facile per loro, con cosi’ pochi rischi. Codardi. E noi lo ricorderemo”, conclude Trump. Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente. La missione Nato in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese, hanno riferito all’Afp due funzionari della sicurezza irachena, citando l’impatto della guerra in Medio Oriente. “Non ci sono disaccordi” con il governo iracheno, ha dichiarato un funzionario in condizione di anonimato. “Si tratta di un ritiro temporaneo. Sono preoccupati per la situazione”, ha aggiunto. “Possiamo confermare che stiamo rimodellando il nostro dispiegamento nell’ambito della missione Nato in Iraq. La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza”, ha fatto sapere il portavoce dell’Alleanza Alisson Hart, senza dare ulteriori dettagli. Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana. Era accompagnato da una donna di 31 anni. I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 4 missili balistici e 26 droni lanciati dall’Iran. Lo riferisce il ministero della Difesa degli Emirati su X. “Dall’inizio della palese aggressione iraniana, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 338 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.740 droni. Questi attacchi hanno causato la morte di 2 membri delle forze armate in servizio attivo, oltre a 6 vittime di nazionalità pakistana, nepalese, bengalese e palestinese.
In totale, 158 persone sono rimaste ferite, con lesioni di varia gravità, da lievi a moderate e gravi. Tra i feriti figurano cittadini di Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Etiopia, Filippine, Pakistan, Iran, India, Bangladesh, Sri Lanka, Azerbaigian, Yemen, Uganda, Eritrea, Libano, Afghanistan, Bahrein, Comore, Turchia, Iraq, Nepal, Nigeria, Oman, Giordania, Palestina, Ghana, Indonesia, Svezia e Tunisia.
Il ministero della Difesa ribadisce la propria “piena preparazione e prontezza ad affrontare qualsiasi minaccia, contrastando con fermezza ogni tentativo di minare la sicurezza dello Stato, garantendo la protezione della sua sovranità, sicurezza e stabilità, nonché la salvaguardia dei suoi interessi nazionali”. La polizia dell’emirato di Abu Dhabi ha annunciato l’arresto di oltre 100 persone per aver filmato e diffuso “informazioni fuorvianti” sulla guerra, mentre gli stati del Golfo intensificano il controllo sulle pubblicazioni relative agli attacchi iraniani. Gli arresti riguardano “109 individui di varie nazionalità che hanno filmato luoghi e incidenti e diffuso informazioni fuorvianti sui social media durante gli eventi in corso”, secondo una dichiarazione pubblicata su X.






