martedì, Marzo 24, 2026

Terremoto nel Governo: si dimettono, Delmastro e la Bartolozzi. In bilico anche la Santanchè

Il terremoto politico atteso per giorni è arrivato nel tardo pomeriggio, quando da Palazzo Chigi è filtrata la decisione maturata nelle ore successive alla sconfitta referendaria sulla giustizia: il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove lascia l’incarico. Con lui si dimette anche la capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Una doppia uscita che scuote il governo e che arriva al termine di una giornata di contatti febbrili tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vertici di Fratelli d’Italia e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La scelta è maturata dopo giorni di polemiche sempre più pesanti, aggravate dall’esito del referendum che ha bocciato la riforma sostenuta dall’esecutivo. Nella lettura di Palazzo Chigi, il voto ha reso impossibile continuare a gestire politicamente una vicenda già esplosa sul piano mediatico e giudiziario. Così, nel giro di poche ore, si è arrivati alla decisione di chiudere il caso con un passo indietro. «Ho commesso una leggerezza nella scelta imprenditoriale, ma ho sempre agito in modo corretto», ha dichiarato Delmastro in una breve nota diffusa dopo il colloquio con la premier. Parole che segnano la linea difensiva adottata fin dall’inizio della vicenda ma che non sono bastate a fermare la pressione politica cresciuta nelle ultime settimane. Al centro della tempesta c’è la partecipazione del sottosegretario a una società a responsabilità limitata creata per la gestione della “Bisteccheria d’Italia”, ristorante aperto sulla via Tuscolana. Delmastro aveva detenuto il 25 per cento delle quote della società, amministrata dalla diciottenne Miriam Caroccia. La giovane è figlia di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni per conto del clan guidato dal boss Michele Senese e detenuto dallo scorso febbraio nel carcere di Viterbo. Il sottosegretario non è indagato nell’inchiesta, ma lo sono sia la giovane amministratrice sia suo padre. Circostanza che ha acceso immediatamente i riflettori sulla scelta imprenditoriale dell’esponente di governo e sulle sue relazioni con i soci dell’attività. A trasformare la vicenda in un caso politico sono state poi le immagini circolate negli ultimi giorni: fotografie di cene e incontri nello stesso locale della Tuscolana, ai tavoli della Bisteccheria d’Italia, a cui avrebbero partecipato dirigenti del ministero della Giustizia e figure di primo piano dell’amministrazione. Tra queste proprio Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del Guardasigilli Nordio. Le immagini, pubblicate da diversi organi di stampa, hanno alimentato l’idea di un circuito di relazioni improprie tra vertici istituzionali e un contesto imprenditoriale finito sotto indagine. Un elemento che ha reso sempre più difficile la difesa politica del sottosegretario e ha trascinato nel vortice anche la stessa Bartolozzi, che nel pomeriggio ha deciso di rassegnare le dimissioni dal suo incarico. A rendere ancora più fragile la posizione di Delmastro c’era inoltre il precedente giudiziario legato alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito. Il sottosegretario è stato infatti condannato in primo grado a otto mesi di reclusione per rivelazione di segreto d’ufficio dopo aver divulgato informazioni riservate relative alla detenzione del militante anarchico. Una condanna che, pur non definitiva, aveva già aperto un fronte di polemiche sull’opportunità della sua permanenza al ministero della Giustizia. La somma di questi elementi – l’inchiesta sul ristorante, le foto delle cene, la pressione delle opposizioni e il risultato negativo del referendum – ha finito per convincere Palazzo Chigi della necessità di una discontinuità immediata. Ma il terremoto non sembra destinato a fermarsi qui. Nelle stesse ore si riaccendono infatti le tensioni attorno alla posizione della ministra del Turismo Daniela Santanchè, da tempo sotto pressione per le vicende giudiziarie che la riguardano. Nel governo nessuno parla apertamente di dimissioni imminenti, ma la sua posizione viene descritta come «in osservazione» dopo il nuovo scossone politico che ha investito l’esecutivo. Dentro Fratelli d’Italia la giornata è stata segnata da riunioni e telefonate continue. La linea decisa dalla premier Meloni punta a evitare che il caso Delmastro si trasformi in una crisi più ampia sull’azione del governo in materia di giustizia. Ma tra i parlamentari della maggioranza c’è la consapevolezza che la doppia uscita dal ministero segna comunque uno dei momenti più delicati per l’esecutivo dall’inizio della legislatura. E mentre il ministero della Giustizia prova a riorganizzare i suoi equilibri interni, la vicenda lascia sul tavolo una domanda politica destinata a pesare nelle prossime settimane: se il passo indietro di Delmastro e Bartolozzi basterà davvero a chiudere la crisi oppure se il terremoto appena iniziato continuerà a produrre nuove scosse dentro il governo.

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