La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha rassegnato le proprie dimissioni, ponendo fine al suo incarico nel governo guidato da Giorgia Meloni. La decisione è stata formalizzata attraverso una lettera indirizzata alla premier, in cui Santanchè chiarisce di aver voluto adempiere alla richiesta di rassegnare le dimissioni “come ufficialmente auspicato”. Nella missiva, la ministra sottolinea di aver svolto il ruolo a lei affidato “al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione”, ribadendo anche la propria trasparenza e correttezza: “Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”, scrive Santanchè. Le dimissioni arrivano in un momento di forte attenzione mediatica sulla gestione di alcune vicende amministrative legate al settore turistico, in particolare la gestione dei fondi e delle misure di cassa integrazione. Nonostante le polemiche, la ministra ha voluto evidenziare come non vi siano procedimenti giudiziari a suo carico. Il passo indietro di Santanchè apre ora un nuovo capitolo nella gestione del dicastero del Turismo, con la premier Meloni chiamata a valutare eventuali sostituzioni e strategie per affrontare le sfide del settore, tra ripartenza dei flussi turistici post-pandemia, promozione internazionale e sostegno agli operatori nazionali. L’addio della ministra segna un momento di transizione politica delicato, che arriva dopo settimane di confronti interni e dibattiti sui temi di trasparenza e responsabilità nella gestione delle politiche pubbliche.
Daniela Santanchè si è arresa: sono arrivate le sue dimissioni da ministra del Turismo







