Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto-legge in materia fiscale ed economica, introducendo una serie di correttivi strategici per imprese e consumatori. Su proposta della Premier Giorgia Meloni e del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il provvedimento punta a bilanciare il sostegno alla produzione con una gestione più graduale del prelievo fiscale sulle merci estere. La misura di maggior rilievo per il tessuto produttivo riguarda il sostegno agli investimenti. Il decreto introduce un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto per le aziende che hanno già presentato le comunicazioni relative ai propri piani di sviluppo. Non si tratta di un provvedimento chiuso: Palazzo Chigi ha infatti annunciato l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le categorie produttive. L’obiettivo è monitorare le risorse e valutare, durante la conversione in legge del decreto, l’inserimento di ulteriori fondi basandosi sulle priorità indicate dalle imprese stesse. Per i consumatori abituali di piattaforme e-commerce extra-europee arriva una boccata d’ossigeno: la tassa da due euro sui pacchi di piccolo valore è stata ufficialmente rinviata al 1° luglio. Un rinvio che si accompagna alla revisione della decorrenza del nuovo regime IVA per le operazioni permutative, che entrerà in vigore solo per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026, salvaguardando così le operazioni già effettuate senza dar luogo a rimborsi retroattivi. Il decreto interviene anche sul fronte del capitale umano e dei bilanci societari. Vengono aggiornati i riferimenti normativi per il regime fiscale dei lavoratori rimpatriati (il cosiddetto “rientro dei cervelli”), con l’applicazione delle nuove norme fissata a decorrere dal periodo d’imposta 2027. Sul piano tecnico-contabile, per le aziende che seguono i principi internazionali, viene regolamentato l'”avviamento negativo” nelle cessioni d’azienda: la differenza tra il prezzo pagato e il valore dei beni concorrerà alla formazione del reddito in quote costanti per cinque anni, a partire dal periodo d’imposta 2024. Regime Dividendi e PEX: Dal 1° gennaio 2026 torna il regime di favore. Per le società, i dividendi sono esclusi dalla tassazione per il 95%; confermato anche il ripristino della participation exemption (esenzione sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni). Investimenti in Beni Strumentali: Cade il “protezionismo” europeo. Ora la maggiorazione dell’ammortamento si applica ai beni strumentali a prescindere dal fatto che siano prodotti in UE/SEE o meno. Ritenuta sulle Provvigioni: Il termine per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni slitta di due mesi, dal 1° marzo al 1° maggio 2026. Imposta di Bollo: Brutte notizie per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti); il bollo annuale su conti correnti e rendiconti sale da 100 euro a 118 euro. Atleti Dilettanti: Fino alla fine del 2026, i premi per i dilettanti godono di una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte fino a 300 euro complessivi. Disabilità: Confermata la continuità della Carta Europea della Disabilità per il 2026 con uno stanziamento di 1,6 milioni di euro per l’emissione delle tessere. Riscossione: Introdotti nuovi termini per la restituzione anticipata dei carichi (debiti) affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in casi specifici. Educazione Finanziaria: Il Comitato nazionale diventa più tecnico, includendo la Guardia di Finanza e aprendo a consulenti esterni per elevare gli standard qualitativi. Avvocatura dello Stato: Stanziati 500.000 euro annui per coprire le spese processuali e il contributo unificato delle parti difese dallo Stato. Sistemi di Garanzia dei Depositanti: Esenzione dall’imposta sostitutiva sugli interessi dei titoli obbligazionari corrisposti a questi sistemi fino al 31 dicembre 2028.
Decreto fiscale, tregua sull’e-commerce e bonus investimenti: le novità del CdM






