domenica, Marzo 29, 2026

Ucraina, Kallas bacchetta Rubio al G7: “Da un anno dite che la pazienza su Putin sta per finire”

Mentre i riflettori del mondo si spostano verso le crescenti tensioni in Iran, l’Ucraina combatte una battaglia parallela contro l’ombra dell’oblio. Per l’Europa la questione resta “esistenziale”, ma l’unità d’intenti mostrata finora dal fronte occidentale ha subito una brusca frenata durante l’ultimo G7 Esteri in Francia. Il clima a Biarritz si è surriscaldato quando l’Alto rappresentante UE, Kaja Kallas, ha incalzato il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Citando le promesse fatte da Washington un anno fa riguardo a possibili misure restrittive contro Mosca, Kallas ha posto una domanda scomoda: “Quando finirà la vostra pazienza?”. La reazione di Rubio non si è fatta attendere. Visibilmente infastidito, il capo della diplomazia statunitense ha alzato la voce ribattendo con un secco: “Se pensate di poter fare di meglio voi, fate pure, noi ci faremo da parte”. Uno scambio che, seppur parzialmente ricomposto in un colloquio privato a margine dei lavori, evidenzia una frattura strategica: da un lato l’intransigenza europea, dall’altro una visione americana più orientata alla pressione diplomatica su Kiev. La tensione non risparmia il rapporto diretto tra Washington e il governo ucraino. Rubio ha bollato come “una bugia” le indiscrezioni trapelate dal team di Zelensky, secondo cui l’amministrazione Trump starebbe chiedendo la cessione del Donbass in cambio di garanzie di sicurezza. Tuttavia, sul campo, la pressione russa non si ferma: l’ennesimo attacco di droni su Odessa ha provocato vittime e feriti, a dimostrazione che Mosca non intende concedere tregue. Per contrastare l’isolamento diplomatico, Volodymyr Zelensky ha intrapreso un tour strategico nel Golfo. Incontrando i leader di Arabia Saudita, Emirati e Qatar, il presidente ucraino ha giocato la carta tecnologica. Kiev vanta oggi una competenza unica nel contrastare i droni (gli stessi modelli iraniani usati dai russi), una tecnologia estremamente richiesta dai paesi dell’area. Firmando accordi di cooperazione militare a Riad e Doha, Zelensky punta a costruirsi una nuova agibilità politica in una regione tradizionalmente neutrale. Nonostante l’avanzata militare, il Cremlino deve fare i conti con un bilancio della difesa in calo. Secondo indiscrezioni, Vladimir Putin avrebbe convocato gli oligarchi russi chiedendo un sostegno finanziario diretto per proseguire l’invasione. Sebbene il portavoce Peskov parli di “contributi volontari”, la realtà economica descritta dal ministro Reshetnikov è più cupa: con il rublo in costante indebolimento, Mosca sta già valutando nuove imposte sulle plusvalenze per finanziare la guerra. La partita ucraina, dunque, si gioca ormai su tre tavoli: quello diplomatico tra le capitali occidentali, quello tecnologico nel deserto del Golfo e quello economico all’interno delle mura del Cremlino. La Russia ha scattato immagini satellitari della base aerea statunitense Prince Sultan in Arabia Saudita per tre volte nei giorni precedenti all’attacco iraniano che ha ferito soldati americani. Lo ha affermato in un’intervista alla Nbc il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky in un’intervista rilasciata sabato in Qatar. Zelensky ha affermato di essere “sicuro al 100%” che la Russia stia condividendo tali informazioni con l’Iran per aiutare a colpire le forze statunitensi in tutto il Medioriente. “Credo che sia nell’interesse della Russia aiutare gli iraniani. E so che si scambiano informazioni”, ha confermato. Zelensky ha affermato che, in base all’esperienza ucraina, le ripetute fotografie scattate dalla Russia alle installazioni per diversi giorni sono un’indicazione di pianificazione di un attacco. “Sappiamo che se scattano delle immagini, si stanno preparando. Se le scattano una seconda volta, è come una simulazione. La terza volta significa che tra uno o due giorni attaccheranno”, ha argomentato. La Commissione europea non può contare sul sostegno della Slovacchia al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia se l’Unione continua a schierarsi dalla parte dell’Ucraina sulla questione dell’oleodotto Druzhba. Lo ha dichiarato il primo ministro slovacco Robert Fico. “Se la Commissione europea intende dare priorità all’Ucraina rispetto alla Slovacchia, allora può scordarsi il nostro sostegno al ventesimo pacchetto di sanzioni anti-russe o la nostra disponibilità a trovare un compromesso per l’adesione accelerata dell’Ucraina all’Unione Europea senza il rispetto dei requisiti necessari”, ha affermato Fico in un videomessaggio diffuso sui social media. La questione della ripresa del flusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba (che l’Ucraina e la Ue affermano essere stato gravemente danneggiato dai bombardamenti russi e che gli ucraini starebbero cercando di riparare, NdR), riguarda non solo la Slovacchia e l’Ungheria, ma tutta l’Europa centrale, ha aggiunto Fico, precisando che se l’oleodotto fosse operativo, “non ci sarebbero problemi con i prezzi elevati dei carburanti”.

 

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