lunedì, Marzo 30, 2026

Trump: “Accordo con l’Iran potrebbe arrivare a breve”. Israele: “Stiamo reagendo ad attacchi da Teheran”

Donald Trump ha detto di intravedere un possibile “accordo” con i nuovi dirigenti iraniani, sostenendo che la guerra avviata da Stati uniti e Israele abbia prodotto di fatto un “cambio di regime” a Teheran, mentre l’Iran continua a colpire i paesi del Golfo. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.Il presidente statunitense ha dichiarato ai giornalisti che, dopo l’eliminazione dei principali vertici della Repubblica islamica, a partire dalla guida suprema Ali Khamenei, uccisa nel primo giorno del conflitto, gli interlocutori iraniani sarebbero ora “persone diverse da quelle con cui chiunque abbia avuto a che fare in precedenza”, definite da Trump “molto più ragionevoli” dei predecessori. Per questo, ha aggiunto, vede la possibilità di un’intesa “forse presto”.Trump ha inoltre affermato che l’Iran sarebbe sul punto di autorizzare nei prossimi giorni il passaggio di 20 petroliere attraverso lo stretto di Hormuz, snodo strategico da cui transita normalmente circa un quinto degli idrocarburi mondiali e il cui blocco ha alimentato l’impennata dei prezzi energetici. Il conflitto, innescato il 28 febbraio da un attacco congiunto americano-israeliano e costato, secondo le autorità, migliaia di morti in grande maggioranza in Iran e in Libano, non mostra tuttavia segnali di de-escalation. In un’intervista pubblicata domenica sera dal Financial Times, Trump ha anche avvertito che l’esercito americano potrebbe conquistare “molto facilmente” l’isola di Kharg, nel Golfo, dove si trova il principale terminal petrolifero iraniano, da cui passa circa il 90% delle esportazioni di greggio del paese. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha accettato di consentire il transito di 20 navi cisterna cariche di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da lunedì mattina e per i giorni successivi, “in segno di rispetto”. Trump ha affermato che il presidente del Parlamento iraniano ha autorizzato il passaggio di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, lo stretto passaggio all’imboccatura del Golfo Persico. Il commento di Trump, rilasciato in un’intervista pubblicata lunedì mattina dal Financial Times, è l’ennesima dimostrazione dell’importanza di Mohammad Bagher Qalibaf all’interno della teocrazia iraniana. “Ci hanno dato 10 petroliere battenti bandiera pakistana”, ha dichiarato. “Ora ce ne danno 20, che sono già partite e stanno attraversando lo Stretto”. “È stato lui ad autorizzare il passaggio delle navi”, ha detto Trump al giornale riferendosi a Qalibaf. “Ricordate quando dissi che mi stavano facendo un regalo? E tutti chiesero: ‘Qual è il regalo?’… Quando lo hanno saputo, hanno taciuto e i negoziati stanno andando molto bene”. Donald Trump sta valutando un’operazione militare per recuperare più di 450 chilogrammi di uranio in Iran. Una missione complessa che vedrebbe le forze americane operare all’interno del paese per giorni o per un periodo più lungo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui il Presidente ancora non ha deciso. Trump è consapevole dei rischi che una tale operazione comporta ma resta aperto all’idea. Il Presidente e alcuni dei suoi alleati hanno detto privatamente che sarebbe possibile sequestrare l’uranio con un’operazione mirata che non allungherebbe la guerra, che si vorrebbe chiusa per metà aprile. L’isola era già stata bersaglio di un attacco statunitense a metà marzo. Il quadro energetico rischia inoltre di aggravarsi ulteriormente con l’entrata in guerra dei ribelli Houthi dello Yemen, alleati dell’Iran. Il gruppo ha annunciato di aver condotto sabato due attacchi contro Israele e potrebbe ostacolare il traffico nello stretto di Bab el-Mandeb, uno dei corridoi marittimi più trafficati al mondo. L’esercito israeliano ha annunciato di essere “attualmente impegnato ad attaccare le infrastrutture” del governo iraniano, “in tutta Teheran”. Lo scrive il sito di Al Jazeera, riportando anche che le stesse autorità israeliane dichiarano di aver intercettato due droni sopra la città portuale strategicamente importante di Eilat, nel sud del Paese, provenienti dallo Yemen. Da quando gli Houthi sono entrati in questo conflitto un paio di giorni fa, l’esercito israeliano, e in particolare la sua difesa aerea, sapeva di essere impegnato su un terzo fronte e ha tenuto d’occhio la situazione verso sud per capire cosa stesse arrivando dallo Yemen. Nelle prime ore del mattino, cinque razzi sono stati lanciati contro la città portuale settentrionale di Haifa. Le autorità affermano che sono stati tutti intercettati.

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