Gli Stati Uniti hanno colpito un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan, utilizzando un elevato numero di munizioni penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. L’attacco è stato immortalato in un video privo di didascalia pubblicato dal presidente Donald Trump sulla piattaforma Truth, in cui si vedono diverse esplosioni illuminare il cielo notturno. Secondo quanto precisato dal funzionario, le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l’Iran, durato un mese. Le operazioni si sono concentrate prevalentemente su siti strategici con l’obiettivo di degradare le capacità offensive e le infrastrutture militari del Paese. Se l’Iran dovesse respingere l’opportunità d’oro” di fare un accordo, le forze americane “in stand by offrono al presidente Trump tutte le opzioni possibili per assicurare che il regime paghi in un modo o nell’altro e che l’Iran non sia più in grado di minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati, che è l’obiettivo per cui l’operazione Epic Fury è stata lanciata”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato al New York Post che gli Stati Uniti risponderanno prontamente all’attacco iraniano alla più grande raffineria di petrolio di Israele. “Lo vedrete presto”, ha detto Trump, secondo quanto riportato dal giornale, quando gli è stato chiesto della sua reazione all’attacco compiuto oggi alla raffineria di petrolio nella città di Haifa, nel nord di Israele. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvisato che gli Usa impediranno all’Iran di prendere il “controllo permanente dello Stretto di Hormuz” e di istituire un sistema di pedaggi, come ha minacciato Teheran. “Tutto ciò non sarà in alcun modo consentito” ha affermato Rubio, secondo cui il presidente Donald Trump “dispone di diverse opzioni, nel caso decidesse di avvalersene, per impedire che ciò accada”. Con l’Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente, precisa Donald Trump a bordo dell’Air Force One, di ritorno dal weekend a Mar-a-Lago, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. “Oggi – ha aggiunto – ci sono state buone trattative con l’Iran”. Per il presidente Usa “un accordo con l’Iran potrebbe esserci a breve”. In merito al piano in 15 punti che gli Stati Uniti hanno fatto recapitare a Teheran, Trump ha detto che l’Iran ha concesso la maggior parte dei punti. “Vogliamo chiedere un paio di altre cose” ha aggiunto il capo della Casa Bianca. “Abbiamo distrutto molti target oggi. È stato un grande giorno. Come sapete, ci hanno dato 10 navi nei giorni scorsi e oggi ci hanno dato come tributo e segno di rispetto 20 navi molto grandi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz a partire da domani mattina” ha detto Trump. “Stiamo andando molto bene nelle trattative, ma non si sa mai con l’Iran. Penso che faremo un accordo, ma è possibile anche che non ci sia” ha messo in evidenza. A chi gli chiedeva della possibilità di dispiegare truppe a terra, il presidente Usa ha risposto: “Abbiamo molte opzioni”. Mentre, a chi gli chiedeva se l’ayatollah Mojtaba Khamenei fosse vivo, il presidente ha risposto: potrebbe essere vivo ma probabilmente “seriamente ferito”. Trump ritiene che sia stato ottenuto un “cambio di regime” in Iran. “Abbiamo avuto un cambio di regime. Un regime è stato decimato, il successivo anche è tutto morto e ora stiamo avendo a che fare con un terzo regime, con persone diverse da prima. E considero questo un cambio di regime. Francamente, sono ragionevoli” ha concluso. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu si è detto fiducioso che la Repubblica Islamica dell’Iran alla fine “crollerà dall’interno”, pur ribadendo che questo non rappresenta l’obiettivo diretto della guerra israelo-americana contro il Paese. “Credo che questo regime crollerà dall’interno. Ma al momento, quello che stiamo facendo è semplicemente indebolire le loro capacità militari, missilistiche e nucleari, e anche indebolirli dall’interno”, ha dichiarato Netanyahu all’emittente conservatrice statunitense Newsmax. Il Pentagono ha smentito ufficialmente le indiscrezioni del Financial Times riguardanti presunti investimenti nel settore della Difesa da parte del segretario Pete Hegseth. Il portavoce della Difesa USA, Sean Parnell, ha definito “falsa e inventata” la ricostruzione secondo cui un broker legato a Hegseth avrebbe tentato un investimento milionario in un fondo specializzato in armamenti e sistemi militari a ridosso dell’attacco contro l’Iran. “Si tratta di un’altra diffamazione infondata e disonesta, pensata per ingannare l’opinione pubblica. Chiediamo una smentita immediata”, ha dichiarato Parnell sul suo account ufficiale di X. Nonostante la ferma smentita del Pentagono, il caso continua a alimentare il dibattito sulla trasparenza e sui potenziali conflitti di interesse dei funzionari con accesso a informazioni riservate in ambiti strategici.
Ultimatum di Trump all’Iran: “Accordo o distruggo i vostri siti”






