martedì, Marzo 31, 2026

Caso Delmastro, per la Dda il denaro del clan Senese finiva nelle società dei Caroccia

Un caso politico, ma soprattutto un indagine sulla criminalità organizzata.
Secondo cui l’ormai famoso ristorante che ha condotto alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro serviva a riciclare il denaro della camorra. In sostanza, secondo gli inquirenti, Mauro e Miriam Caroccia, indagati dalla Procura di Roma per la società “Le 5 Forchette” – di cui fu azionista anche Delmastro – avrebbero “trasferito e reinvestito” nella loro società i proventi delle attività illecite del clan camorristico dei Senese. La Dda di Roma ipotizza quindi i reati di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. Una attività illecita aggravata dal fatto di averla “commessa al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso” – quella che fa capo al gruppo dei Senese. Secondo l’impianto accusatorio, i due indagati nel dicembre del 2024 hanno investito nella Srl al fine di “permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche” e “di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni”. Sono fissati a metà di questa settimana i primi interrogatori nell’indagine della Procura di Roma. I primi ad essere ascoltati dai pm della Dda di piazzale Clodio saranno Mauro Caroccia e la figlia Miriam (entrambi difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo) che risulta azionista della Srl che gestiva il ristorante “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana a Roma. Un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano ha rivelato i legami dell’ex sottosegretario alla Giustizia Delmastro con Mauro Caroccia, condannato definitivamente a 4 anni a febbraio 2026 per intestazione fittizia di beni aggravata da favoreggiamento del clan Senese, mafia camorristica romana capeggiata da Michele “O’ Pazz” Senese. Delmastro era socio al 25% della srl “Le 5 Forchette”, proprietaria della “Bisteccheria d’Italia” a Roma, intestata per il 50% a Miriam Caroccia, figlia 18enne di Mauro, amministratrice unica e incensurata. La società è stata creata a Biella il 16 dicembre 2024 con altri esponenti FdI locali; Delmastro cedette le quote tra febbraio e marzo 2026, dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato Caroccia padre. Sui giornali, riportate anche qui su RaiNews come elementi di cronaca, sono apparse foto del 2023 con Caroccia al ristorante e presenze successive, comprese quelle di gennaio 2026. Le opposizioni (Pd, M5S, Avs) chiedono da giorni le dimissioni di Delmastro non solo da sottosegretario (dimissioni avvenuto all’indomani del referedenrum sulla giustizia), come avvenuto, e anche una sua audizione in Antimafia. Giorgia Meloni lo ha difeso pubblicamente: “Ha commesso una leggerezza”, ha detto, “ma nessun reato e resta al posto”. “Nel corso dell’ufficio di presidenza della commissione Antimafia è stata accolta la richiesta che il M5S aveva avanzato già il 18 marzo, assieme ad altre opposizioni, affinché la commissione si occupasse del caso Delmastro-Caroccia. La commissione acquisirà tutta la documentazione dalla procura di Roma nonché ulteriore materiale sul procedimento Hydra dalla procura di Milano, ascolterà i magistrati e altri inquirenti che seguono questa grave vicenda, i giornalisti che hanno indagato per la libera stampa e lo stesso Andrea Delmastro”. Così il capogruppo M5S in commissione Antimafia Luigi Nave. “Abbiamo anche chiesto espressamente di ascoltare in audizione l’Ucis per approfondire il ruolo svolto dalla scorta dell’ex sottosegretario. La situazione emersa è gravissima, parliamo di presunti rapporti societari con ambienti mafiosi di primo piano di un deputato che all’epoca dei fatti era sottosegretario alla Giustizia. Oggi è emerso dalle indagini che la società fondata da Delmastro, altri tre esponenti di Fratelli d’Italia e Miriam Caroccia è sospettata di essere stato uno strumento di riciclaggio del denaro sporco proveniente da affari illeciti del clan romano dei Senese. Roba da far tremare i polsi alla sola lettura dell’ipotesi investigativa, la commissione Antimafia deve attivarsi immediatamente”.

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