martedì, Marzo 31, 2026

Alberghi, case vacanza, bed and breakfast: nella Tuscia trovati 4 abusivi

Controlli a tappeto nel settore turistico-ricettivo della Tuscia. Le verifiche condotte dalla Guardia di Finanza del Gruppo di Viterbo hanno portato alla luce numerose irregolarità in circa 50 strutture ricettive tra alberghi, case vacanza e bed and breakfast distribuiti sul territorio provinciale. L’attività ispettiva si inserisce in un più ampio monitoraggio avviato dalle Fiamme Gialle per verificare il rispetto delle normative nel comparto dell’ospitalità, settore in forte crescita negli ultimi anni anche grazie al turismo diffuso nelle località della provincia. Dai controlli è emerso che molte strutture non esponevano il CIN, il Codice Identificativo Nazionale introdotto per identificare in modo univoco le strutture ricettive e contrastare l’abusivismo nel settore turistico. Si tratta di un obbligo previsto dalla normativa per chiunque metta a disposizione camere o alloggi per ospitalità turistica. Le irregolarità non si sono fermate qui. In diversi casi i gestori non avevano comunicato alla Regione Lazio i flussi turistici, un adempimento obbligatorio che consente alle amministrazioni di monitorare il movimento dei visitatori sul territorio e di aggiornare le statistiche ufficiali del comparto turistico. Altri controlli hanno invece riguardato il fronte fiscale. Alcune strutture, infatti, non risultavano pienamente in regola con gli obblighi tributari, con anomalie nella gestione delle attività e nella dichiarazione dei redditi derivanti dall’ospitalità. Nel corso delle verifiche sono emerse anche irregolarità sul piano occupazionale: in tre strutture sono stati individuati lavoratori completamente in nero, impiegati senza alcun contratto o comunicazione agli enti competenti. Il bilancio complessivo dell’operazione parla di sanzioni amministrative per oltre 100 mila euro. Particolarmente gravi le situazioni riscontrate in quattro strutture ricettive risultate completamente abusive, prive cioè dei requisiti necessari per svolgere l’attività. Per queste attività, oltre alla diffida a cessare immediatamente l’esercizio imprenditoriale, sono state applicate sanzioni per circa 80 mila euro complessivi. L’operazione conferma l’attenzione delle Fiamme Gialle nel contrasto alle forme di abusivismo e di concorrenza sleale nel settore turistico, con l’obiettivo di tutelare gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole e garantire maggiore trasparenza in un comparto strategico per l’economia della provincia.

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