Miriam Caroccia, oggi ventenne, indagata nell’ambito della vicenda della gestione della ‘Bisteccheria Italia’ di via Tuscolana, dove la procura della Repubblica di Roma contesta i reati di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni, a piazzale Clodio è arrivata accompagnata dall’avvocato difensore Fabrizio Gallo. Ascoltato oggi dai pm anche suo padre, Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso. Il titolare del fascicolo d’indagine è il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice. “Miriam Caroccia, la mia assistita – ha detto l’avvocato – è molto provata da tutta questa vicenda. Lei, nella bisteccheria lavorava anche come cameriera. Durante l’interrogatorio ha chiarito la sua posizione spiegando il denaro con cui sono state acquistate le stigliature dell’azienda provenivano dall’ allora sottosegretario alla giustizia Delmastro”. Nella vicenda è coinvolto, ma non indagato, anche l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove. “Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata” ha detto l’avvocato Gallo. Il difensore ha annunciato di volere chiedere ai magistrati “di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli. Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne ‘Le 5 Forchette’, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato. L’apertura della società ‘Le 5 Forchette’ con la figlia Miriam – continua il legale – è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita”, ha aggiunto. “Nel capitale sociale complessivo della srl di 10 mila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c’era e sapeva di essere amministratore unico”.






