Avevano 24 e 26 anni Wibe Bijls e Jessy Dewildeman quando, l’8 ottobre del 2022, furono travolte da un’auto lungo la A24 all’altezza del Grande Raccordo Anulare di Roma. Erano appena arrivate nella capitale per una vacanza nella città eterna. Ma, mentre viaggiavano a bordo dell’auto con conducente presa a noleggio, sono incappate in un incidente appena verificatosi. Scese insieme al proprio autista per prestare soccorso sono state falciate da una macchina in corsa che non si è fermata dopo averle uccise e aver ferito altre due persone. Poco dopo la polizia stradale fermerà Francesco Moretti, la patente risulta sospesa e i test tossicologici lo trovano in stato alterato da sostanze. Due fattori che aggravano il capo di imputazione per cui l’uomo attende la sentenza nel processo davanti ai giudici della decima collegiale del Tribunale di Roma che lo vede imputato per duplice omicidio stradale. A difendere i familiari delle due vittime è Domenico Musicco presidente dell’associazione Vittime incidenti stradali Onlus. “Mi auguro che il tribunale di Roma applichi la legge sull’omicidio stradale con la massima durezza – ha detto – per dare giustizia ai familiari delle vittime che aspettano da anni questa sentenza”.






