martedì, Aprile 14, 2026

Il ricorso e la richiesta di sospensione

A Ardea la vicenda della guardia giurata coinvolta nel provvedimento di divieto di detenzione di armi arriva ora sul tavolo della giustizia amministrativa. L’uomo ha infatti impugnato il decreto emesso dalla Prefettura di Roma, chiedendo in via urgente la sospensione cautelare della misura che gli vieta di detenere armi, munizioni ed esplosivi. La richiesta mirava a bloccare temporaneamente gli effetti del provvedimento in attesa della decisione nel merito. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, tuttavia, non ha accolto l’istanza, ritenendo nella fase preliminare insussistenti i presupposti necessari per la sospensione. Elemento centrale della valutazione dei giudici è il fatto che i comportamenti contestati non risultano smentiti dal ricorrente. A ciò si aggiunge la pendenza di un procedimento penale collegato alla vicenda, circostanza che contribuisce a delineare un quadro ancora oggetto di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria.Secondo il Tribunale, già in questa fase emergerebbe un insieme di elementi sufficientemente chiaro  da rendere non fondate le censure avanzate dalla difesa, definite prive di adeguato supporto. Nel provvedimento viene inoltre richiamata la necessità di mantenere elevati livelli di prudenza e responsabilità per chi detiene armi, sottolineando come la condotta contestata appaia caratterizzata da una grave leggerezza incompatibile con tali requisiti.

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