mercoledì, Aprile 15, 2026

Zelensky avverte: “Raid imminenti da Mosca”. Intesa con Berlino su droni e missili Patriot

ABerlino, il presidente Zelensky e il cancelliere Friedrich Merz siglano un partenariato strategico che include la produzione di migliaia di droni e il finanziamento tedesco per centinaia di missili Patriot. Sul fronte europeo, si respira ottimismo: la sconfitta elettorale di Orban in Ungheria sembra aver rimosso l’ostacolo al prestito Ue da 90 miliardi di euro. Zelensky ha tuttavia espresso preoccupazione per la distrazione degli Stati Uniti, attualmente focalizzati sul conflitto con l’Iran. Sul campo, la situazione resta drammatica: pesanti bombardamenti russi hanno colpito Dnipro (5 morti) e la regione di Cherkasy, dove ha perso la vita un bambino di 8 anni. Domani, 15 aprile, il leader ucraino è atteso a Roma per incontrare la premier Meloni e il presidente Mattarella. È emersa inoltre una nuova tensione diplomatica con Israele per l’attracco ad Haifa di una nave della “flotta ombra” russa carica di grano ucraino rubato, mentre la Duma russa ha approvato una legge che autorizza interventi militari all’estero per proteggere i propri cittadini da procedimenti legali internazionali. L’Ucraina ha chiesto chiarimenti a Israele dopo che una nave riconducibile alla cosiddetta ‘flotta ombra’ russa è attraccata nel porto di Haifa con un carico di grano proveniente da territori ucraini occupati da Mosca. Secondo fonti ufficiali ucraine citate da Axios, l’episodio potrebbe configurare una violazione delle sanzioni internazionali e statunitensi imposte alla Russia, in contrasto con la linea dichiarata dal governo israeliano.
Kiev ha chiesto alle autorità israeliane di fermare l’imbarcazione, ritenuta soggetta a sanzioni, e impedirne la partenza. Secondo quanto riferito, l’intelligence ucraina aveva monitorato già nelle scorse settimane i preparativi della nave per lasciare il Mar Nero con il carico di grano, trasmettendo un dossier all’ufficio del procuratore generale il 20 marzo. Il 27 marzo l’ambasciatore ucraino in Israele, Yevgeny Korniychuk, aveva consegnato le informazioni alle autorità israeliane chiedendo di impedire l’attracco.
In seguito, su richiesta della procura, un tribunale ucraino ha emesso l’8 aprile un mandato di arresto per la nave. Dopo l’arrivo a Haifa, il procuratore generale ucraino ha incontrato l’ambasciatore israeliano a Kiev, Michael Brodsky, presentando una richiesta di assistenza legale internazionale e sollecitando il sequestro dell’imbarcazione. “Sono convinto che il cambio al potere avvenuto in Ungheria possa finalmente sbloccare i fondi europei per l’Ucraina. Quanto avvenuto è assolutamente inaccettabile”. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys. “Il blocco dei fondi ha rappresentato un punto di estrema vergogna per l’Europa tutta. Gli scambi fatti con Budapest per poter approvare varie misure europee sono stati uno spettacolo vergognoso e completamente inaccettabile che deve essere evitato a ogni costo in futuro”, ha detto ancora Budrys, sottolineando che un tale atteggiamento europeo testimonia di un sistema che necessita di elaborare nuovi meccanismi per adattare il suo funzionamento alle necessità dell’Unione europea nel suo complesso. Un centro aiuterà gli ucraini che intendono tornare nel loro Paese: lo Unity Hub, primo nel suo genere in Europa, aprirà i battenti domani a Berlino, con la missione di sostenere coloro che sono motivati a rientrare in Ucraina o a mantenere un collegamento con il Paese di origine. Ad annunciarlo nella capitale tedesca è stato il ministro degli affari sociali Deny Uljutin, nel giorno delle consultazioni tedesco-ucraine a Berlino, secondo quanto riferisce la Dpa. Come noto, la Germania accoglie oltre un milione di ucraini scappati dalla guerra. Grazie all’istituzione del nuovo hub sarà possibile a chi fosse interessato reperire documenti di identità e informazioni per i percorsi di riconoscimento dei titoli scolastici e di formazione professionale ottenuti in Germania e in Ucraina. Chi intende rientrare in Ucraina sarà aiutato a cercare casa e lavoro. Centri del genere saranno aperti in futuro in Svezia e in Repubblica Ceca. “Il primo ministro ungherese Orban stava bloccando il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro all’Ucraina ma ora, con i risultati elettorali, il probabile nuovo primo ministro Magyar ha confermato di essere disposto a rispettare l’accordo raggiunto lo scorso dicembre. Si spera quindi di poter sbloccare la situazione e permettere all’Ucraina di iniziare a ricevere i finanziamenti”. Lo ha detto il commissario europeo per l’economia, Valdis Dombrovskis, durante una tavola rotonda al Fondo Monetario Internazionale. “Accogliamo con favore anche il fatto che il Fondo Monetario Internazionale abbia annunciato un nuovo programma per l’Ucraina e abbia già avviato la prima erogazione. Sia il programma del Fmi sia i programmi di sostegno europei, inclusa l’assistenza macrofinanziaria e lo “Ukraine Facility”, sono legati a condizioni di riforma. Stiamo quindi lavorando a stretto contatto con il Fmi per allineare gli approcci e sostenere il processo di riforma. Nel complesso, le autorità ucraine hanno mostrato negli anni una forte volontà di riforma, nonostante le difficili condizioni. Abbiamo chiarito che il futuro dell’Ucraina è nell’Unione Europea, ma ciò richiede ancora molti progressi per allinearsi agli standard europei in diversi ambiti di policy. È quindi fondamentale che il paese mantenga il ritmo delle riforme senza rallentamenti”.

 

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