Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha avvertito che l’Iran avrebbe affondato navi americane nello Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti avessero deciso di “controllare” questo importante punto di passaggio per la navigazione. Gli Stati Uniti stanno imponendo un blocco militare dello Stretto di Hormuz dopo che l’Iran ha bloccato la navigazione per oltre sei settimane di guerra, in un conflitto attualmente sospeso grazie a un fragile cessate il fuoco di due settimane.
“Il signor Trump vuole diventare il poliziotto dello Stretto di Hormuz. E’ davvero questo il suo compito? E’ questo il compito di un potente esercito come quello degli Stati Uniti?”, ha detto alla televisione di stato Mohsen Rezaei, ex comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nominato consigliere militare da Khamenei il mese scorso.
“Queste vostre navi saranno affondate dai nostri primi missili e rappresentano un grave pericolo per le forze armate statunitensi. Possono essere facilmente colpite dai nostri missili e noi possiamo distruggerle”, ha dichiarato Rezaei, in uniforme militare, all’emittente statale. Considerato da tempo un intransigente persino all’interno delle Guardie Rivoluzionarie, l’esercito ideologico iraniano, Rezaei ha affermato che sarebbe “fantastico” se gli Stati Uniti lanciassero un’invasione di terra dell’Iran, poiche’ “prenderemmo migliaia di ostaggi e per ogni ostaggio otterremmo un miliardo di dollari”.
Ha poi aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli: “Non sono affatto favorevole a una proroga del cessate il fuoco, e questa e’ una mia opinione personale”. Figura di spicco e veterano della politica iraniana, Rezaei ha guidato le Guardie Rivoluzionarie dal 1981 al 1997. Il primo e finora unico ciclo di negoziati tra Iran e Stati Uniti dopo lo scoppio della guerra è stato condotto in Pakistan dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ex comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie. Mohammad Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e una delle figure più influenti del paese, ha affermato su X che gli Stati Uniti devono “impegnarsi” per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele prende di mira Hezbollah, gruppo appoggiato dall’Iran. “Il completamento e il consolidamento di un cessate il fuoco globale in Libano saranno il risultato della fermezza e della lotta del rispettato Hezbollah e del suo eroismo”, ha affermato Ghalibaf.
“La resistenza e l’Iran sono una cosa sola, sia in tempo di guerra che in tempo di cessate il fuoco”, ha chiarito affermando che “l’America deve prendere le distanze dal primo errore di Israele.” Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito di avere intercettato una nave mercantile battente bandiera iraniana che “ha tentato di eludere il blocco statunitense” imposto a tutte le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani. In un post su X, il Centcom ha riferito che la nave è stata intercettata martedì, dopo essere salpata dalla città portuale iraniana di Bandar Abbas e avere attraversato lo Stretto di Hormuz. Il Comando ha precisato che il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Spruance ha “reindirizzato con successo la nave”, che sta ora facendo ritorno in Iran. Il Centcom ha aggiunto che “ad oggi, dieci navi sono state costrette ad invertire la rotta e zero imbarcazioni sono riuscite a forzare il blocco dall’inizio dell’operazione statunitense, lunedì scorso”. Nell’ambito dell’azione di “smantellamento” della “flotta ombra” iraniana e della “rete di finanziamento del terrorismo basata sullo scambio ‘petrolio contro oro'”, gli Stati Uniti annunciano una serie di sanzioni contro “elementi dell’impero multimiliardario di contrabbando di petrolio riconducibile a Mohammad Hossein Shamkhani – soggetto a designazione da parte degli Stati Uniti — un impero che arricchisce il regime iraniano e le sue élite”. Le sanzioni, annuncia il dipartimento di Stato in una nota, “colpiscono inoltre una distinta rete basata sullo scambio ‘petrolio contro oro’, utilizzata per finanziare Hezbollah e la Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, entrambi soggetti a designazione da parte degli Stati Uniti”.
I vescovi cattolici americani stanno reagendo all’amministrazione Trump dopo che il vicepresidente JD Vance ha avvertito Papa Leone XIV di “stare attento quando parla di questioni di teologia” e ha richiamato la teoria della “guerra giusta” durante un evento di Turning Point Usa, l’organizzazione giovanile cristiano nazionalista fondata da Charlie Kirk, l’attivista di destra ucciso l’anno scorso.
La Conferenza dei vescovi degli Stati Uniti, che rappresenta i leader cattolici in tutto il Paese, ha diffuso una dichiarazione del suo presidente per la dottrina, il vescovo James Massa, nella quale ha difeso l’opposizione del papa alla guerra in Iran. “Da oltre mille anni, la Chiesa cattolica insegna la teoria della guerra giusta ed è a quella lunga tradizione che il Santo Padre fa attentamente riferimento nei suoi commenti sulla guerra”, ha affermato Massa nella sua dichiarazione. “Vale a dire che, per essere una guerra giusta, deve trattarsi di una difesa contro chi conduce attivamente una guerra, ed è proprio ciò che il Santo Padre ha detto: ‘Egli non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra’”. Massa ha aggiunto che il papa non stava semplicemente “offrendo opinioni sulla teologia”, ma “predicando il Vangelo ed esercitando il suo ministero come Vicario di Cristo. L’insegnamento costante della Chiesa insiste sul fatto che tutte le persone di buona volonta’ devono pregare e operare per una pace duratura, evitando i mali e le ingiustizie che accompagnano tutte le guerre”. Il presidente Trump ha definito il papa “debole sulla criminalità” e “terribile per la politica estera” in un post su Truth Social pubblicato domenica sera, e Vance, che si è convertito al cattolicesimo sette anni fa, ha cercato di difenderlo durante l’evento di martedì in Georgia, sostenendo che Dio sostiene le guerre giuste, un’affermazione in netto contrasto con l’affermazione del papa secondo cui “chiunque sia discepolo di Cristo, il Principe della Pace, non e’ mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”.”Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti?”, ha detto Vance a una folla esigua. “Io credo certamente che la risposta sia si'”. Lo speaker della Camera Mike Johnson ha ribadito lo stesso argomento, nelle ultime ore, affermando che “esiste qualcosa chiamata dottrina della guerra giusta” ed e’ una “questione molto ben definita nella teologia cristiana”, volendo in questo modo spiegare al pontefice quale sia la corretta interpretazione.






