venerdì, Aprile 17, 2026

L’allarme: sei settimane di carburante per l’Europa, allerta dall’Eia

Mentre prosegue la discesa dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa, secondo i dati dell’Osservatorio Prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, arriva l’allarme – in una dichiarazione all’emittente Cnbc – dall’Agenzia internazionale per l’energia, che avverte: all’Europa potrebbero restare “solo sei settimane di scorte di carburante per aerei”, con gravi conseguenze – scrivono – per l’economia del continente. E’ un avviso che da far tremare i polsi, e non solo per il comparto del turismo estivo, che verrebbe danneggiato pesantemente da un eventuale stop anche parziale, del traffico aereo, ma che costituirebbe un danno enorme in tutto il settore economico. Le carenze, secondo l’Eia, potrebbero verificarsi “A seconda di quanto riusciranno a importare dai mercati internazionali per sostituire le forniture perse dal Medio Oriente, che in precedenza rappresentavano il 75% delle importazioni nette europee di carburante per aerei“, ha dichiarato l’organizzazione a Cnbc. Per il direttore esecutivo dell’Eia Fatih Birol, il blocco dello Stretto di Hormuz provocherà “la piu’ grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato”. Secondo dati di ACI Europe, il trasporto aereo genera ogni anno 851 miliardi di euro (quasi 1.000 miliardi di dollari) di prodotto interno lordo per le economie europee e sostiene 14 milioni di posti di lavoro. Secondo l’economista dei trasporti Andrea Giurcin il prezzo del carburante per aerei è oggi raddoppiato rispetto all’inizio del conflitto. Un dato allarmante, se si considera che il carburante incide per il 35-40% sui costi totali di una compagnia aerea. Questa pressione economica sta spingendo molti vettori a rivedere i propri piani operativi, arrivando in alcuni casi a tagliare i voli meno redditizi. Il quadro globale delineato dalle stime di Bank of America è drammatico: il settore rischia perdite complessive per 148 miliardi di dollari. Il cosiddetto “effetto-guerra” non riguarda solo l’aumento dei prezzi, ma anche la disponibilità fisica della materia prima, a causa del danneggiamento di alcune raffinerie che potrebbe causare scarsità di barili anche nei mesi a venire. Le prospettive per i viaggiatori non sono rosee. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, l’incertezza regna sovrana: il rischio concreto è quello di un aumento generalizzato dei prezzi dei biglietti e di una possibile ondata di cancellazioni, poiché per molte compagnie volare a queste condizioni non è più economicamente sostenibile. Tutto dipenderà, conclude il servizio, dalla durata del conflitto e dalla capacità del mercato di assorbire questi shock finanziari.

 

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