venerdì, Aprile 17, 2026

Tempo di vigilia in quel di Tigoria: Gasperini sul rapporto con Ranieri e sull’incontro con la “sua” dea

Emozioni controverse tra tensioni societarie e commozione nella vigilia di Roma-Atalanta, 33esima di campionato. In Conferenza Stampa, Gianpiero Gasperini ha esordito con un commento sulle vicende legate alle parole di Ranieri della scorsa settimana: “Mi ha colpito molto, non aveva mai utilizzato questi toni nei miei confronti. Ho evitato di commentare durante la settimana, nonostante mi sia arrivato addosso di tutto, perché non voglio creare problematiche e intossicare l’ambiente”, ha asserito.
La lotta Champions è ancora aperta per i giallorossi e sarebbe imperdonabile per l’allenatore condizionare l’equilibrio psicologico dei suoi con polemiche che potrebbero trasformarsi in alibi. “La concentrazione è tutta riversata sul piano tecnico. Siamo vicini al rush finale: è una partita importantissima per tutte e tre le squadre”, in riferimento anche a Como e Juventus.
Il problema grave della Roma di quest’anno sono stati gli infortuni e le conseguenti assenze pesanti sin dall’inizio. Un punto su cui il tecnico ha spesso insistito, rimarcando la pesantezza dell’assenteismo. Ad oggi, la situazione è tutto sommato peggiorata rispetto a inizio stagione, quando i problemi si limitavano a Ferguson e Dobvyk e a un’alternanza di altre pedine. È da gennaio che si è assistito a un decadimento della salute fisica piuttosto evidente, fino ad arrivare a oggi, alla dubbia disponibilità di Wesley, su cui Gasperini chiarisce: “A volte il recupero e il reintegro in gruppo sono oggetto di discussione interna. Wesley ha dimostrato una grande generosità e se la sente di giocare. Se la parte medica si oppone io non posso fare nulla giustamente”.
Se l’ambiente teso non deve e non può essere un alibi, di certo non possono esserlo neanche gli infortuni, per questo Gasperini ha parlato di “Una partita importante contro una squadra forte, che è a tutti gli effetti un ostacolo duro.” Poi ha continuato: “Se battiamo l’Atalanta significherà che meritiamo di giocare in Champions.”
Bergamo è una piazza che il tecnico giallorosso conosce come le sue tasche, ma sicuramente lontanissima dal progetto in cui si trova coinvolto oggi a Roma: “Qui ci sono tutti i presupposti per fare bene, sia nella squadra che nell’ambiente. A Bergamo ho fatto bene sì, ma il contesto era molto diverso a livello di compattezza, anche dal punto di vista della tifoseria. Poi, la società ha lavorato al meglio, dimostrando la capacità acuta di costruire una squadra con elementi diversi, sia ragazzi giovani che altri più maturi, preoccupandosi di assecondare le mie esigenze. Poi la situazione è cambiata con la morte del papà a cui ero tanto affezionato…”
È così che termina il racconto della storia d’amore tra Gasperini e la Dea nella vigilia dell’incontro, tra la commozione del tecnico che non riesce a trattenere le lacrime, costretto a lasciare in fretta la conferenza. Un professionista con l’obiettivo di alzare l’asticella a Roma che nel frattempo ricorda i 9 anni più intensi della sua carriera a Bergamo.
Claudia Marconi

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