Per la morte di Simonetta Kalfus, dirigente bancaria in pensione, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il chirurgo Carlo Bravi, indagato per omicidio colposo. La donna morì al Grassi di Ostia, nel 2025, dopo essersi sottoposta a liposuzione dodici giorni prima in uno studio privato al tuscolano a Roma, in viale Tito Labieno. Lo studio non aveva i requisiti per questo tipo di intervento. Insieme al chirurgo che era stato coinvolto anche in altre vicende giudiziarie, chiesto il rinvio anche per l’anestesista Francesco Iandimarino e per la dott.ssa Eleonora Valletta della Casa di Cura di Pomezia che sette giorni dopo la liposuzione aveva visitato la vittima. Secondo l’accusa avrebbe lasciato andare a casa la donna che aveva una grave infezione. Bravi è stato sorpreso ad operare nonostante fosse stato sospeso dopo la morte di Simonetta. I Nas lo hanno trovato durante un blitz in un appartamento al Quadraro. Lui si era giustificato dicendo che stava togliendo una cisti. A suo carico anche un’altra richiesta di rinvio a giudizio perchè avrebbe operato una donna al seno due volte, sedandola, contro la sua volontà nel 2024, creandole dei danni permanenti. Dal luglio scorso si trova ai domiciliari.







