Ore 7 del mattino: decine di blindati della Polizia di Stato e agenti della Municipale hanno fatto irruzione in via Domenico Giuliotti, stringendo d’assedio il sesto ponte del Laurentino 38. L’obiettivo è lo sgombero dell’L38squat, lo storico centro sociale di ispirazione anarchica che occupa i locali Ater da anni. La risposta degli attivisti non si è fatta attendere. Già dalle prime luci dell’alba, decine di militanti si sono radunati davanti ai locali per fare scudo all’occupazione. Uno striscione recita chiaro: “L38squat non si sgombera, troppo da difendere”. Mentre a terra il presidio cresce di minuto in minuto, un gruppo di manifestanti è riuscito a salire sul tetto della struttura, da dove sta monitorando le operazioni delle forze dell’ordine. Nonostante il centro sociale non figurasse nell’elenco prefettizio degli stabili da sgomberare con urgenza (stilato nel 2022), la spinta verso lo sgombero è arrivata direttamente dall’Ater. L’ente aveva pubblicato un avviso lo scorso 30 gennaio, motivando la necessità di riprendere possesso dei locali per avviare il progetto di restyling dei ponti 5 e 6. Il piano, approvato durante la giunta Zingaretti, prevede la trasformazione degli ex spazi commerciali in 56 nuovi alloggi popolari. Per i militanti, però, L38squat è molto più di un’occupazione abusiva. È un punto di riferimento per il movimento anarchico romano e nazionale. All’interno dei quattro piani della struttura convivono una palestra popolare, una sala prove, laboratori informatici, una serigrafia e persino un planetario. Uno dei pochi spazi di aggregazione in un quartiere spesso ai margini della gestione istituzionale. “Abbiamo autocostruito queste case dal nulla, senza toglierle a nessuno”, spiegano gli occupanti, che denunciano il paradosso di un quartiere pieno di stabili Ater vuoti e fatiscenti. Al grido di “Casa subito”, i manifestanti chiedono risposte abitative concrete piuttosto che azioni di forza. Mentre le autorità tentano una mediazione con una donna che occupa abusivamente uno degli spazi e chiede una sistemazione alternativa, la tensione resta alta. Gli attivisti hanno già rilanciato la mobilitazione, convocando un’assemblea pubblica in via Giuliotti per martedì alle ore 16.







