La Corte d’Assise di Roma ha depositato le motivazioni della condanna all’ergastolo per Gianluca Molinaro, responsabile del femminicidio dell’ex compagna Manuela Petrangeli, avvenuto il 4 luglio 2024. I giudici delineano il profilo di un’azione “lucida, voluta e consapevole”. L’omicidio si è consumato in via degli Orseolo, davanti alla clinica dove la vittima lavorava come fisioterapista. Molinaro, dopo un appostamento, ha affiancato la donna all’uscita dal turno e ha esploso due colpi di fucile a canne mozze a distanza ravvicinata. La reiterazione dei colpi e la modifica artigianale dell’arma sono state considerate prove di un “dolo intenzionale e volontario”.La sentenza evidenzia la progressione criminale culminata nel delitto. Nonostante la relazione si fosse interrotta nel 2021, Molinaro non aveva mai accettato la fine del rapporto, mettendo in atto minacce e un controllo ossessivo e mostrando dunque l’intento persecutorio. Il delitto è stato ritenuto premeditato sia sul piano temporale che ideologico. Frasi come “devo eliminare il problema”, pronunciate prima dell’agguato, confermano la preparazione dell’azione. I giudici hanno inoltre sottolineato l’assenza di ravvedimento citando le esultanze dell’imputato dopo il delitto (“L’ho massacrata”) e l’assenza di un reale pentimento, riscontrando solo tentativi di giustificazione tardivi. Il verdetto di massimo edittale (l’ergastolo) riflette la gravità di un omicidio maturato in un contesto di gelosia e possesso, eseguito con piena capacità di intendere e volere. La sentenza dispone inoltre un risarcimento per i familiari della vittima.







