Gli Stati Uniti potrebbe ordinare nuove azioni militari contro l’Iran, “se si comportasse male, se facesse qualcosa di sbagliato”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, sottolineando tuttavia che “per il momento, si vedrà”. “È una possibilità che potrebbe accadere, certamente”, ha aggiunto. “Esaminerò presto il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha affermato Donald Trump in un post su Truth. Il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha fatto riferimento ai negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e ha affermato che “il popolo iraniano non consegnerà mai il Golfo Persico all’America”. Lo riporta Ynet. Ali Nikzad, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato all’emittente televisiva libanese Al-Manar che la condizione posta dalla Repubblica islamica in qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti è la garanzia che gli attacchi contro il Libano cessino completamente. Lo scrive Iran international.
“Il fronte iraniano e il fronte del Libano meridionale sono un’unica entità, e la chiusura dello Stretto di Hormuz aveva lo scopo di permettere ai libanesi di vivere in pace”, ha affermato, riferendosi alla roccaforte di Hezbollah nel Libano meridionale. Nikzad ha poi aggiunto: “Hezbollah è l’anima dell’Iran, e l’Iran è l’anima di Hezbollah”. Tre giorni fa, l’Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Secondo due fonti a conoscenza della proposta, citate da Axios, nel documento si fissa un termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. Solo dopo il raggiungimento di un’intesa, verrebbe avviato un altro mese di colloqui per cercare di raggiungere un’intesa sul programma nucleare. La petroliera Sarv Shakti, battente bandiera delle Isole Marshall e carica di 46.313 tonnellate di Gpl destinato all’India, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministero dei Trasporti marittimi indiano, citato da Reuters. La nave, con a bordo 20 membri dell’equipaggio, di cui 18 indiani, dovrebbe arrivare al porto indiano di Visakhapatnam il 13 maggio, si legge nel comunicato. “Il presidente degli Stati Uniti ha apertamente definito il sequestro illegale delle navi iraniane “pirateria”, vantandosi sfacciatamente di “comportarsi come pirati”. Non si è trattato di una gaffe verbale. E’ stata un’ammissione diretta e inequivocabile della natura criminale delle loro azioni contro la navigazione marittima internazionale”. E’ quanto denunciato su X dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, esortando “la comunità internazionale, gli Stati membri delle Nazioni Unite e il segretario generale dell’Onu” a “respingere con fermezza qualsiasi normalizzazione di tali flagranti violazioni del diritto internazionale”. “Ridurremo drasticamente, e taglieremo molto più di 5.000 soldati”. Lo ha detti presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciando ai giornalisti l’intenzione di ritirare un numero di truppe americane dalla Germania superiore a quanto precedentemente indicato dal Pentagono. La dichiarazione arriva in un momento di tensione diplomatica, mentre la Nato ha fatto sapere, tramite una sua portavoce, di essere in attesa di maggiori chiarimenti da Washington sulla scelta. Il primo ministro Benjamin Netanyahu convocherà oggi il suo gabinetto di sicurezza, secondo quanto riferito al Times of Israel dagli uffici di uno dei membri. Mercoledì ha incontrato per l’ultima volta la ristretta cerchia dei ministri di alto livello, tra cui il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, il ministro della Difesa Israel Katz, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e il presidente di Shas, Aryeh Deri. L’incontro dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, venerdì, ha dichiarato di essere insoddisfatto della nuova offerta di cessate il fuoco da parte di Teheran e ha confermato di essere stato informato su come “distruggerli completamente” se non si fosse raggiunto un accordo. Un alto funzionario iraniano ha poi avvertito che un ritorno alla guerra con gli Stati Uniti è “probabile”. Secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, durante l’incontro si discuterà anche di un possibile ritorno ai combattimenti nella Striscia di Gaza, in un clima di rabbia per la mancanza di progressi nei negoziati per il disarmo di Hamas e per l’attuazione del piano di cessate il fuoco del Consiglio per la Pace guidato dagli Stati Uniti. “Hamas non sta rispettando l’accordo sul disarmo”, ha dichiarato una fonte israeliana alla testata giornalistica. “Stiamo discutendo con i mediatori”.
Proposta dell’Iran in 14 punti. Trump: “Possibilità che riprendano gli attacchi”. Il Presidente Usa punta anche a Cuba







