Una distanza sempre più evidente tra le priorità dell’amministrazione comunale e le esigenze quotidiane dei cittadini. È il quadro che emerge dall’ultima seduta del consiglio comunale, finita al centro di un acceso dibattito politico e istituzionale. Da una parte le strade, i problemi concreti, le richieste su infrastrutture, sicurezza e sviluppo; dall’altra un’aula consiliare che, secondo le opposizioni, appare sempre più orientata verso temi simbolici e di respiro internazionale. Un divario che, anziché ridursi, si starebbe ampliando, alimentando malumori e critiche. Al centro delle polemiche la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Sposetti di portare in discussione mozioni legate alla solidarietà internazionale, come quella a sostegno della popolazione cubana, e atti su disegni di legge nazionali. Tematiche di indubbio valore, ma ritenute da molti fuori dal perimetro operativo di un ente locale chiamato a rispondere, prima di tutto, ai bisogni immediati del territorio. A farsi portavoce del malcontento è stato Diego Sileoni, che ha rilanciato le posizioni già espresse dai consiglieri di opposizione. “Non è accettabile che si spendano energie su atti simbolici mentre la città vive un deterioramento costante,” ha dichiarato, sottolineando come Tarquinia presenti ancora “ferite aperte” su più fronti. Il nodo, secondo i critici, non è la legittimità dei temi trattati, quanto piuttosto la loro priorità. La solidarietà internazionale, sostengono, non può sostituire l’azione amministrativa su questioni urgenti come il decoro urbano, la manutenzione delle infrastrutture e la sicurezza. Il dibattito resta aperto, ma il segnale politico è forte: una parte della città chiede un cambio di passo, con un ritorno a un’agenda più concreta e radicata nei problemi locali. Resta da vedere se l’amministrazione raccoglierà l’invito o continuerà lungo la linea tracciata.







