“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Il presidente Usa Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone sull’emittente Salem News, due giorni prima della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per “ricucire i rapporti”. Leone XIV “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare, non credo che sia una cosa positiva”, ha aggiunto Trump. “In questo momento Marco Rubio è senza dubbio l’interlocutore più affidabile per la Santa Sede”, aveva affermato il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, intervistato dal Corriere della Sera: “Gli Stati Uniti non possono essere contro il Papa e il Vaticano, è necessario un accordo. È anche una questione di prudenza: negli Usa ci sono oltre 50 milioni di cattolici che certamente non gradiscono gli attacchi al Papa. I politici devono essere più diplomatici e ragionevoli”. “Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Il presidente Usa Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone sull’emittente Salem News, due giorni prima della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per “ricucire i rapporti”. Leone XIV “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare, non credo che sia una cosa positiva”, ha aggiunto Trump. “In questo momento Marco Rubio è senza dubbio l’interlocutore più affidabile per la Santa Sede”, aveva affermato il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, intervistato dal Corriere della Sera: “Gli Stati Uniti non possono essere contro il Papa e il Vaticano, è necessario un accordo. È anche una questione di prudenza: negli Usa ci sono oltre 50 milioni di cattolici che certamente non gradiscono gli attacchi al Papa. I politici devono essere più diplomatici e ragionevoli”. “Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla, ha dato una risposta molto cristiana diciamo, dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioe’ di predicare la pace”. Lo ha detto il segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, a San Giovanni Rotondo in occasione dei 70 anni dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’attacco di Trump a Papa Leone XIV. “Che questo possa piacere o non possa piacere – ha aggiunto il cardinale – è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea, però, diciamo, quella è la risposta del Papa. E anche di fronte a questi nuovi attacchi, io non so se il Papa probabilmente non avrà occasione di rispondere, perché in quell’occasione c’era l’incontro con i giornalisti, ma la linea rimane quella. Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace, come direbbe San Paolo, ‘Opportune et importune’ ecco”. L’incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio resta confermato, giovedì 7 maggio alle 11.30 al Palazzo apostolico vaticano. L’agenda del Papa non cambia, al momento, nonostante il nuovo attacco del presidente Usa Donald Trump. E verosimilmente l’incontro si terrà perché gli appuntamenti del Pontefice, fanno notare fonti vaticane, possono essere rivisti per cause di forza maggiore, e non sull’onda emotiva di una dichiarazione. Ieri la premier italiana Giorgia Meloni dall’Armenia ha detto che prevede di incontrare Rubio il giorno successivo. Non è passato neanche un mese da quando una rottura diplomatica senza precedenti si era consumata una rottura diplomatica senza precedenti nella storia contemporanea tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Papa Leone XIV, il primo pontefice di origini statunitensi. Mentre si trovava a bordo dell’Air Force One, di ritorno da un viaggio in Florida, il presidente Trump ha pubblicato un lungo messaggio sulla sua piattaforma Truth Social. Nel post, il capo della Casa Bianca ha descritto Papa Leone come “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”, invitandolo inoltre a non “assecondare la sinistra radicale” e a smettere di agire come un politico. Trump ha successivamente ribadito la sua posizione anche dopo l’atterraggio, dichiarando ai giornalisti presenti sulla pista di non essere “un fan di Papa Leone” e di non avere alcuna intenzione di scusarsi per le proprie affermazioni. Questa tensione si inserisce in un contesto di progressivo deterioramento dei rapporti tra Washington e il Vaticano, segnato già nei mesi precedenti da divergenze su temi critici come la gestione dei migranti e la politica internazionale. Anche esponenti dell’amministrazione statunitense hanno preso posizione nella disputa, sostenendo le critiche presidenziali contro il Pontefice. In particolare, il vicepresidente Vance ha espresso la sua visione secondo cui il Vaticano dovrebbe limitarsi esclusivamente alle questioni di natura morale, evitando di interferire nella definizione delle politiche pubbliche, competenza riservata al presidente. Il Papa aveva risposto a distanza, su un volo per Algeri: “Non ho paura dell’amministrazione Trump”, e ancora: “Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui”. Leone ha ribadito: “Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso – ha aggiunto il Santo Padre – che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”.
Nuovo attacco di Trump al Papa: “Mette a rischio molti cattolici”







