Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso l’operazione militare statunitense di scorta alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz dopo un solo giorno di esercizio, nel tentativo di raggiungere un accordo con l’Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Sul suo social network Truth Trump dice: “Il Project Freedom (il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) verrà sospeso per un breve periodo di tempo per vedere se l’accordo può essere finalizzato e firmato”. L’aumento del costo della benzina è “un piccolo prezzo da pagare” rispetto all’eliminazione dei programmi nucleari iraniani: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo Trump il prezzo al barile non è salito eccessivamente: “Pensavo anch’io che il prezzo del petrolio sarebbe salito a 200, 250, forse 300 dollari, e so che sarà una crescita di breve durata; oggi, il prezzo è intorno ai 102 dollari, ed è un prezzo davvero irrisorio da pagare per liberarsi di un’arma nucleare in mano a persone mentalmente instabili”. Una volta terminate le ostilità, il prezzo del petrolio “si neutralizzerà”, ha concluso. Il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti è aumentato di circa il 50% dall’inizio del conflitto, più di nove settimane fa. Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo dopo aver schivato un bombardamento iraniano. Lo riporta la Cbs citando funzionari della Difesa americana. Secondo quanto riferito, la Uss Truxtun e Uss Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce coordinate durante la traversata. L’Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni contro di loro in quello che i funzionari hanno descritto come un attacco prolungato. Nonostante l’intensità degli attacchi, nessuna delle due navi è stata colpita, scrive Cbs. “L’operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso”. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing senza fornire altri dettagli. “Adesso c’è l’operazione Project Freedom”, ha aggiunto. La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha presentato una nuova mappa che mostra l’area dello stretto di Hormuz controllata e amministrata dalle forze di Teheran. Lo riportano i media statali iraniani, ripresi da Iran International. La zona sotto il comando dei Pasdaran si estenderebbe, secondo la nuova mappa, tra Kuh-e Mobarak in Iran e a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, e tra l’estremità dell’isola iraniana di Qeshm e Umm Al Quwain, sempre in territorio emiratino, di fatto ponendo l’intero stretto sotto il controllo dell’Iran l’intero stretto. “Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie allo sforzo cortese del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbe fare gli Emirati Arabi Uniti. Project Freedom è un progetto senza sbocco”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.
Hormuz, Trump fa marcia indietro: “Sospesa la scorta alle navi, si cerca l’intesa”







