“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Il presidente Usa Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone sull’emittente Salem News, due giorni prima della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per “ricucire i rapporti”. Leone XIV “preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare, non credo che sia una cosa positiva”, ha aggiunto Trump. “Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di Papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro Governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo il nuovo attacco di Donald Trump a Leone XIV. “In questo momento Marco Rubio è senza dubbio l’interlocutore più affidabile per la Santa Sede”, aveva affermato il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, intervistato dal Corriere della Sera: “Gli Stati Uniti non possono essere contro il Papa e il Vaticano, è necessario un accordo. È anche una questione di prudenza: negli Usa ci sono oltre 50 milioni di cattolici che certamente non gradiscono gli attacchi al Papa. I politici devono essere più diplomatici e ragionevoli”. “Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla, ha dato una risposta molto cristiana diciamo, dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioe’ di predicare la pace”. Lo ha detto il segretario di Stato del Vaticano, il Cardinale Pietro Parolin, a San Giovanni Rotondo in occasione dei 70 anni dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’attacco di Trump a Papa Leone XIV. “Che questo possa piacere o non possa piacere – ha aggiunto il cardinale – è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea, però, diciamo, quella è la risposta del Papa. E anche di fronte a questi nuovi attacchi, io non so se il Papa probabilmente non avrà occasione di rispondere, perché in quell’occasione c’era l’incontro con i giornalisti, ma la linea rimane quella. Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace, come direbbe San Paolo, ‘Opportune et importune’ ecco”. L’incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio resta confermato, giovedì 7 maggio alle 11.30 al Palazzo apostolico vaticano. L’agenda del Papa non cambia, al momento, nonostante il nuovo attacco del presidente Usa Donald Trump. E verosimilmente l’incontro si terrà perché gli appuntamenti del Pontefice, fanno notare fonti vaticane, possono essere rivisti per cause di forza maggiore, e non sull’onda emotiva di una dichiarazione. Ieri la premier italiana Giorgia Meloni dall’Armenia ha detto che prevede di incontrare Rubio il giorno successivo. A condire il tutto di “cattivo gusto” ci sono stati i post sui social di Donald Trump realizzati con l’Intelligenza Artificiale. La peggiore è stata senza dubbio quella di un Trump in tunica bianca, mentre impone la mano su un infermo circondato da militari, infermieri e fedeli in preghiera, con simboli patriottici sullo sfondo come la bandiera americana e la Statua della Libertà. L’immagine, interpretata da molti come una raffigurazione di Trump nei panni di Gesù Cristo con una “luce divina” in mano, è stata cancellata poche ore dopo a seguito di critiche bipartisan, inclusi alcuni suoi sostenitori conservatori. Interpellato dai giornalisti, Trump ha negato ogni intento blasfemo sostenendo: “L’ho postata io, pensavo fossi raffigurato come un medico. Aveva a che fare con la Croce Rossa che sosteniamo… Ero raffigurato come un dottore, si tratta di fare del bene alle persone”. La Casa Bianca non ha commentato ufficialmente, ma fonti interne al Washington Post hanno ammesso che il presidente “si è spinto troppo oltre”, pur prevedendo un rapido superamento della polemica tra i suoi fedelissimi.







