giovedì, Maggio 7, 2026

Banda delle rapine ai negozi di lusso, arrestato anche un 55enne di Ardea

C’è anche un residente di Ardea tra le persone finite al centro dell’operazione che ha smantellato una presunta organizzazione criminale specializzata in rapine ai danni di gioiellerie e attività di lusso. Si tratta di Franco Tomasello, 55 anni, raggiunto da una misura cautelare insieme ad altri sei indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal Tribunale di Roma. Oltre a Tomasello, tra gli arrestati figurano il 46enne Massimo Barbieri, residente ad Aprilia ma originario di Catania, Roberto Farina, 60 anni, di Velletri, e Antonio Colagrossi, 55 anni, di Frascati. Per cinque persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altri due indagati sono stati posti agli arresti domiciliari. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo operava con una struttura ben organizzata e una precisa divisione dei ruoli. Ogni colpo sarebbe stato pianificato nei minimi dettagli attraverso sopralluoghi preliminari, studio degli obiettivi e preparazione logistica accurata. La banda avrebbe utilizzato armi, alcune anche dotate di silenziatore, oltre a veicoli rubati con targhe clonate per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Non solo: nel corso delle indagini è emerso anche l’utilizzo di furgoni attrezzati con dispositivi in grado di disturbare le comunicazioni radio e telefoniche, ostacolando così eventuali interventi immediati delle pattuglie. Determinante per l’inchiesta è stata la rapina messa a segno nel quartiere Parioli di Roma ai danni di una rivendita di orologi di lusso. Secondo gli inquirenti, due uomini si sarebbero presentati come normali clienti interessati all’acquisto di alcuni preziosi, salvo poi estrarre le pistole e minacciare il personale prima di fuggire con decine di orologi di valore. Le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza hanno consentito agli investigatori di identificare uno dei presunti componenti della banda, già noto alle forze dell’ordine. Da lì sarebbe partita un’attività investigativa più ampia che ha portato alla ricostruzione dell’intera associazione criminale. Gli accertamenti hanno inoltre collegato il gruppo anche a un altro colpo messo a segno in un ufficio postale di Monte Porzio Catone, ai Castelli Romani. L’operazione rappresenta un duro colpo a una presunta banda ritenuta particolarmente organizzata e pericolosa, capace di pianificare azioni rapide e sofisticate per colpire obiettivi di alto valore economico.

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