martedì, Maggio 12, 2026

Santa Marinella, allarme alcol tra i minorenni: cresce la paura dopo i casi di intossicazione tra gli adolescenti

Dopo l’allarme esploso a Civitavecchia, cresce anche a Santa Marinella la preoccupazione per il consumo di alcol tra i giovanissimi, spesso minorenni, con episodi che durante l’ultima estate hanno richiesto più volte l’intervento del 118 per casi di intossicazione etilica tra adolescenti soccorsi fuori dai locali o durante feste private. Le segnalazioni raccolte tra residenti e commercianti descrivono una situazione sempre più frequente nelle ore serali, con gruppi di ragazzi appartati in zone periferiche o negli angoli meno illuminati del centro cittadino, spesso in evidente stato di alterazione alcolica. Un fenomeno che secondo molti cittadini starebbe assumendo dimensioni preoccupanti, trasformando semplici momenti di aggregazione giovanile in situazioni di rischio per la salute e la sicurezza. Tra gli episodi raccontati dai residenti c’è anche quello di una tredicenne trovata priva di sensi fuori da un locale durante una festa estiva, soccorsa insieme a un’amica anch’essa ubriaca e trasportata d’urgenza in ospedale. Una vicenda che ha lasciato forte impressione nella comunità locale e che ha riacceso il dibattito sulla facilità con cui i minori riescono a procurarsi alcolici. Il nodo centrale riguarda infatti la provenienza delle bottiglie e le modalità di acquisto. Se da un lato alcuni cittadini puntano il dito contro esercenti poco rigorosi nei controlli dei documenti, dall’altro emerge sempre più l’ipotesi dell’acquisto mediato, con maggiorenni che comprerebbero alcolici per poi distribuirli ai ragazzi più piccoli lontano da occhi indiscreti. A rendere ancora più pericolosa la situazione sarebbe anche il tipo di consumo. Secondo quanto riferito da un titolare di un’enoteca della zona, il problema non riguarderebbe soltanto vino e birra, ma soprattutto i cocktail improvvisati e le miscele di superalcolici di bassa qualità unite a bevande zuccherate che mascherano il gusto dell’alcol rendendo i drink apparentemente innocui ma in realtà ad altissima gradazione. Bevande che, soprattutto su organismi ancora molto giovani, possono provocare effetti rapidissimi e gravissimi fino al collasso. La crescente diffusione del fenomeno sta spingendo cittadini e famiglie a chiedere interventi concreti, a partire da un rafforzamento dei controlli sul territorio e da una maggiore responsabilizzazione dei gestori dei locali e delle attività commerciali. Al centro dell’appello c’è soprattutto il rispetto delle norme vigenti: fornire alcolici a minori di 16 anni costituisce infatti reato penale ai sensi dell’articolo 689 del Codice Penale, anche nel caso in cui a procurare le bevande sia un maggiorenne, mentre per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni sono previste pesanti sanzioni amministrative. Una situazione che ora impone una riflessione più ampia sulla tutela dei giovani e sul ruolo educativo di famiglie, istituzioni e attività commerciali in un territorio dove il fenomeno dell’abuso di alcol tra adolescenti appare sempre più visibile e difficile da ignorare.

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