martedì, Maggio 12, 2026

Operazione “Pac-Man” a Latina: 16 misure cautelari contro il gruppo armato

Dalle prime ore di oggi la Polizia di Stato ha eseguito una vasta operazione antidroga e contro la criminalità organizzata nel territorio pontino. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Latina e condotta dalla Squadra Mobile, ha portato all’esecuzione di 16 misure cautelari e di 22 perquisizioni nei confronti di soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, in estorsioni, traffico di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, incendi intimidatori ed evasione. L’operazione, denominata “Pac-Man”, ha coinvolto numerosi reparti della Polizia di Stato provenienti da diverse città italiane, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile antidroga e antiesplosivo e del Reparto Volo di Pratica di Mare. Le indagini hanno preso avvio dopo l’arresto, avvenuto nella notte del 14 settembre 2025, di due giovani trovati in possesso di un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle cosiddette “Case Arlecchino”, a Latina, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio. Secondo gli investigatori, l’auto utilizzata dai due sarebbe stata riconducibile a un pregiudicato latinense di 37 anni, considerato figura centrale dell’organizzazione. Nel corso degli approfondimenti investigativi è emersa un’articolata rete criminale dedita principalmente al traffico di hashish, cocaina e crack, accompagnato da attività estorsive e intimidatorie per il recupero dei crediti derivanti dalla vendita di droga. Le minacce, secondo quanto ricostruito, sarebbero state rivolte anche a familiari e conoscenti di persone coinvolte nelle indagini. Gli investigatori hanno inoltre documentato la disponibilità di un vero e proprio arsenale. Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 la Polizia ha sequestrato in un appartamento di San Felice Circeo sette pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e quattro ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre due etti e mezzo di tritolo. Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe stato pronto a utilizzarli nell’ambito di una “guerra criminale” per il controllo del territorio. Le intercettazioni avrebbero inoltre fatto emergere riferimenti alla pianificazione di attentati e azioni dimostrative riconducibili agli episodi incendiari che negli ultimi mesi hanno interessato il capoluogo pontino. Tra gli episodi contestati figurano anche gli incendi di alcune autovetture avvenuti nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste tra l’11 e il 12 marzo scorso, considerati atti intimidatori contro debitori insolventi. Nel corso delle indagini sono stati arrestati in flagranza otto indagati e sequestrati complessivamente 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, quattro ordigni esplosivi e più di sei chilogrammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, crack e hashish. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, il gruppo avrebbe ostentato la propria forza criminale coinvolgendo anche giovanissimi nelle attività illecite e utilizzando le armi come strumento di intimidazione e controllo.

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