mercoledì, Maggio 13, 2026

Trump vola a Pechino: “Cina e Nato non ci servono”. Poi attacca i media: “Traditori”

“Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina con l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump ribadendo di essere contento di andare a Pechino. Stesse parole poco dopo a proposito della Nato: “Non ne abbiamo bisogno”, ha detto il presidente prima di partire per la Cina. L’inquilino della Casa Bianca è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ‘fake news’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale tradimento”, tuona il tycoon in un post su Truth in cui accusa i media “di favorire e spalleggiare il nemico!”.  “Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora. Con l’Iran che di fatto blocca la principale rotta marittima per il petrolio e il gas del Medio Oriente, la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dovrebbe essere uno dei principali argomenti di discussione tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping durante il loro vertice di questa settimana. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi avrebbero concordato, durante una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non consentire a nessun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, lo scrive l’agenzia giapponese Kyodo News citando il portavoce del dipartimento di Stato, Tommy Pigott. “Durante la loro conversazione del 30 aprile, Rubio e Wang hanno concordato che nessun Paese o organizzazione può essere autorizzato a imporre pedaggi per attraversare le vie navigabili internazionali come lo Stretto di Hormuz”, ha affermato aggiungendo che i due hanno inoltre concordato che Washington e Pechino dovrebbero costruire una “relazione costruttiva di stabilità strategica basata sul rispetto e sulla reciprocità”, ha aggiunto il portavoce. Lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha ricevuto una telefonata dal presidente americano, Donald Trump, durante la quale le due parti hanno discusso di “cooperazione strategica e di modalità per rafforzare le relazioni tra Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti a sostegno di interessi reciproci”. Lo riporta l’agenzia emiratina Wam. I due – viene spiegato ancora –  hanno inoltre “scambiato opinioni sugli ultimi sviluppi in Medioriente”. Stanno emergendo ulteriori informazioni sull’incontro di oltre 40 ministri della Difesa che hanno discusso i piani postbellici per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. La missione militare multinazionale sarà guidata da Regno Unito e Francia.   Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha partecipato all’incontro e ha descritto la strategica via navigabile come un “bene pubblico internazionale”. Ha auspicato il ripristino della stabilità nello Stretto il prima possibile, ribadendo che affinché la missione multinazionale abbia successo, è fondamentale un “cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran”. Koizumi ha inoltre chiarito che la sua partecipazione ai colloqui non “implica la partecipazione del Giappone alla missione multinazionale”. Il ministro della Difesa australiano Richard Marles ha affermato che l’Australia sosterrà l’eventuale missione militare multinazionale “indipendente e strettamente difensiva” volta a garantire la libera di navigazione nello Stretto di Hormuz che sarà guidata dal Regno Unito e dalla Francia. “Vogliamo che questo conflitto finisca, che lo Stretto di Hormuz venga riaperto e che la libertà di navigazione riprenda. Più a lungo durerà questo conflitto, maggiore sarà l’impatto sull’Australia”, ha dichiarato in un comunicato. L’Australia contribuirà alla missione con i suoi aerei da ricognizione E-7A Wedgetail, ha spiegato Marles.

Articoli correlati

Ultimi articoli