Nuovo arrivo di persone in fuga da guerre e persecuzioni all’aeroporto di Fiumicino, dove giovedì sono giunte 131 persone provenienti dalla Libia attraverso i corridoi umanitari. A renderlo noto è l’associazione Arci, che sottolinea come l’operazione rientri nel più ampio protocollo internazionale che coinvolge Ministero dell’Interno, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, UNHCR, Comunità di Sant’Egidio e la stessa rete della società civile. Secondo quanto comunicato, il progetto ha permesso finora l’arrivo in sicurezza di 766 persone, sottraendole ai pericoli dei viaggi via mare e alle reti dei trafficanti di esseri umani. Una parte dei nuovi arrivati sarà accolta all’interno della rete dei Circoli Rifugio di Arci, sostenuta anche dai fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Soka Gakkai, che prenderà in carico complessivamente 33 persone, di cui 11 destinate alla provincia di Viterbo tramite Arci Solidarietà Viterbo. I corridoi umanitari vengono definiti dall’associazione come uno strumento interamente autofinanziato dalla società civile, capace di garantire vie legali e sicure di ingresso e allo stesso tempo percorsi di accoglienza e integrazione sul territorio. Sul tema è intervenuto anche Filippo Miraglia, che ha ribadito il valore del progetto: «I corridoi umanitari sono fondamentali per salvare vite umane e per dimostrare che è possibile attraversare le frontiere senza rischiare la vita e senza mettersi nelle mani dei trafficanti. Gli Stati dovrebbero investire di più su questo strumento, ampliandolo e rendendolo strutturale», ha dichiarato. L’arrivo a Fiumicino si inserisce così in un percorso consolidato di cooperazione internazionale e accoglienza diffusa, che continua a rappresentare uno dei principali canali legali di ingresso per chi fugge da contesti di guerra e instabilità.







