domenica, Maggio 17, 2026

Italiani morti alle Maldive, deceduto un sub impegnato nelle ricerche dei corpi degli altri 4 deceduti

Il presidente delle Maldive Mohamed Muizzu ha espresso su X il cordoglio per la morte del sub impegnato nel recupero dei quattro sommozzatori italiani morti in una grotta. “La morte di un sommozzatore delle forze di difesa nazionale, impegnato nelle ricerche dei turisti dispersi, è motivo di profondo dolore per me e per ogni cittadino delle Maldive. Si tratta di una notizia profondamente angosciante e sconvolgente. Prego per la famiglia in lutto, augurando loro pazienza, e porgo le mie condoglianze a loro e alla MNDF. Un coraggioso sommozzatore della MNDF, il Sergente Maggiore, è deceduto in seguito a un incidente mentre era in servizio nell’adempimento dei suoi doveri. Possa al defunto Mohammed Mahadi essere concesso lo status di martire ed essere ammesso alla vasta misericordia di Allah, alle benedizioni eterne del Paradiso. Amen”. Il ministro dice che aveva iniziato l’addestramento militare con Mahdi nel 2005, sostenendo che il sergente Mohamed Mahudhee “era uno dei sommozzatori più capaci dello Sri Lanka”. “Ha effettuato migliaia di immersioni in operazioni pericolose a 70 metri di profondità – ha scritto Ihusaan su Facebook -, ha compiuto il sacrificio supremo mentre era al servizio della patria. È uno dei soldati più coraggiosi che io abbia mai conosciuto, un eroe nazionale”. Il sergente maggiore Mohamed Mahudhee, deceduto oggi nell’immersione alle Maldive nel tentativo di recuperare i 4 italiani, è probabilmente deceduto a causa della malattia da decompressione (Mdd), causata dalla formazione di bolle di gas (solitamente azoto) nel sangue e nei tessuti. Il militare è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Adk dopo essere emerso dall’immersione ed essersi sentito male. L’Mdd si verifica in genere quando c’è un rapido calo della pressione circostante, più comunemente quando un subacqueo risale troppo velocemente dall’immersione. Il ministero del Turismo delle Maldive ha dichiarato oggi che la licenza di esercizio della ‘MVDuke of York’, la safari boat dei cinque sub italiani morti durante una immersione, è stata sospesa in seguito all’incidente avvenuto nella provincia. Lo rende noto la stampa locale. Il Ministero ha affermato che la licenza è stata revocata a tempo indeterminato e sospesa a causa della gravità dell’incidente. Il Ministero ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie dei turisti e ha ringraziato coloro che si sono impegnati nelle ricerche. Ha affermato inoltre che le autorità sono impegnate nelle continue ricerche degli altri quattro corpi non ancora recuperati. I mazzi di fiori bianchi e la foto sotto l’altare, il sorriso di mamma e figlia, gli occhiali, il sole in faccia e il blu del mare sullo sfondo. Una chiesa gremita ieri sera a Pegli, per il rosario celebrato nella parrocchia di San Francesco per ricordare Monica Montefalcone, la docente scomparsa giovedì scorso durante un’immersione alle Maldive, insieme alla figlia Giorgia e ad altre tre persone, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri. Silenzioso e composto il quartiere si è raccolto o nella chiesa sulle prime alture del ponente, stretto intorno al papà, Carlo Sommacal, i familiari, gli amici, i compagni di scuola e di università. In chiesa ci sono i ragazzi, cresciuti con Giorgia, c’è il fidanzato Federico, circondato dall’affetto degli amici, che non lo lasciano un momento solo. Don Pietro Cattaneo, parroco di San Francesco, inizia leggendo un salmo, dal Libro dell’Apocalisse, che Monica aveva tatuato sul braccio. In chiesa si raccolgono i messaggi, parole per ricordare Monica e Giorgia. Secondo gli standard di immersione ricreativa generalmente seguiti alle Maldive, le immersioni sono in genere limitate a circa 30 metri, a meno che non vengano effettuate nell’ambito di programmi di immersione tecnica specializzati che prevedono certificazioni avanzate, pianificazione della decompressione e sistemi di respirazione specifici. Gli inquirenti, scrive The Press, dovranno inoltre esaminare le procedure di pianificazione delle immersioni, le certificazioni dei subacquei, le misure di preparazione alle emergenze e le attrezzature utilizzate durante la spedizione. I dati dei computer subacquei e le riprese delle telecamere subacquee potranno essere ulteriormente analizzati nell’ambito degli sforzi volti a ricostruire la sequenza degli eventi. Il tour operator verbanese Albatros Top Boat “non sapeva” dell’immersione a una profondità di oltre trenta metri, limite massimo posto dalle autorità delle Maldive oltre il quale serve una specifica autorizzazione, durante la quale sono morti i cinque cittadini italiani e, in ogni caso, “non l’avrebbe mai consentita”. Lo afferma in un’intervista al sito web del Corriere l’avvocata Orietta Stella, legale dell’agenzia di viaggi. L’immersione a quella profondità “non era prevista” fa sapere la legale, secondo cui le “crociere scientifiche erano dedicate al campionamento dei coralli” e “non c’era nulla che facesse pensare a immersioni a 50-60 metri o a una penetrazione in grotta”. L’avvocato Stella sottolinea che alle Maldive “scendere oltre i trenta metri costituisce una violazione amministrativa: per superare quel limite serve un provvedimento specifico dell’autorità marittima maldiviana” e “questa autorizzazione, almeno da parte nostra, non era stata chiesta”. L’avvocata sottolinea inoltreche Albatros Top Boat “commercializzava la crociera” ma “non è l’armatore e non aveva dipendenti a bordo”, neppure Gianluca Benedetti, che era “l’operation manager, ovvero il punto di raccordo tra l’armatore e il tour operator”, ma che “formalmente era assunto da una società maldiviana, come tutto il personale a bordo”.

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