Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è intervenuto questa mattina all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis all’evento “World in balance. Sustainability in action for generations to come”, in occasione della presentazione del Nobel Sustainability Trust. “Questo è il primo grande appuntamento italiano del Nobel Sustainability Trust – ha detto – e siamo onorati della scelta di tenere il forum, su un tema così importante per tutta l’umanità, nella nostra città. Roma è una città dalla vocazione cosmopolita e universale: non è un caso che qui si sviluppino molti confronti su temi cruciali. È positivo che anche il Nobel Sustainability Trust voglia dare il proprio contributo su una sfida sempre più rilevante e complessa”. “Siamo a un incrocio tra le potenzialità della scienza, che ci permettono di conoscere meglio la realtà, e i rischi del cambiamento climatico. Da qui nasce l’esigenza di intervenire con maggiore decisione per ridurre le emissioni ed evitare conseguenze drammatiche. Allo stesso tempo, assistiamo a una tensione tra cooperazione internazionale ed egoismi nazionali, che rischiano di indebolire uno sforzo che deve essere condiviso, nella definizione degli obiettivi e nelle strategie sovranazionali. Queste devono coinvolgere tutti i livelli di governo, a partire da quelli locali. Le città devono essere non solo luoghi in cui si concentrano i problemi, ma anche laboratori di soluzioni” ha proseguito Gualtieri. Il primo cittadino ha parlato anche degli obiettivi e delle strategie per la città. “Roma – ha sottolineato – è una delle città che più risentono degli effetti dei cambiamenti climatici, dalle ondate di calore alle bombe d’acqua, fino al rischio idrogeologico. Abbiamo elaborato un piano di adattamento climatico e ci siamo dati l’obiettivo di ridurre le emissioni del 66,6%, un traguardo ambizioso. Tuttavia, non è sufficiente fissare target vincolanti e investire risorse: è necessario coinvolgere attivamente l’intera società».
Sulla realizzazione delle comunità energetiche ha aggiunto: «Il processo richiede un forte coinvolgimento dei cittadini. A Roma il traffico produce quasi i due terzi delle emissioni: è quindi evidente che i comportamenti devono evolvere, ma ciò può avvenire solo all’interno di una cornice di riferimento chiara. Lo stesso vale per le imprese, che abbiamo coinvolto in un piano dedicato. Questa dimensione condivisa è fondamentale”.







