giovedì, Maggio 21, 2026

L’omicidio di Marco Gianni. La Cassazione conferma l’ergastolo per Riccardo Di Girolamo

Diventa definitiva la condanna all’ergastolo per Riccardo Di Girolamo, il 35enne di Pontinia accusato dell’omicidio volontario di Marco Gianni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’imputato, confermando la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma e rendendo definitivo il carcere a vita per il killer del vivaio di Borgo San Donato. I giudici della Suprema Corte hanno respinto la richiesta della difesa che puntava alla riforma della sentenza d’Appello, chiedendo l’esclusione delle aggravanti della premeditazione e dello stalking, oltre al riconoscimento delle attenuanti generiche. La vicenda risale al 13 aprile 2023. Marco Gianni, 30 anni, anche lui di Pontinia, si trovava all’interno del vivaio di famiglia a Borgo San Donato, a poca distanza da Sabaudia, quando venne sorpreso dal killer. Di Girolamo, armato di due fucili (tra cui uno a canne mozze), tese un vero e proprio agguato all’uomo, esplodendo i primi colpi dall’auto e finendo poi la vittima a terra con un colpo alla testa. Gianni morì sul colpo. Il movente del delitto è riconducibile secondo i giudici alla gelosia. Marco Gianni aveva infatti intrapreso una  relazione con l’ex moglie di Di Girolamo. Un legame che l’assassino non aveva mai accettato, arrivando a pianificare l’azione omicidiaria. Secondo la ricostruzione dell’accusa e dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina, che arrestarono l’uomo subito dopo i fatti, Di Girolamo covava il proposito omicida già dal 2022. Con la sentenza di oggi si chiude una lunga vicenda giudiziaria passata per tre gradi di giudizio. Il 21 marzo 2025 la condanna in primo grado all’ergastolo emessa dalla Corte d’Assise di Latina. Nell’ottobre dello stesso anno la conferma del massimo della pena da parte della Corte d’Assise d’Appello di Roma. In tutti i gradi di giudizio, i familiari della vittima si sono costituiti parte civile, chiedendo e ottenendo giustizia per un delitto che ha profondamente scosso l’intera comunità pontina.

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