Nella lotta di Atac contro chi non paga né il biglietto né le sanzioni è in arrivo una nuova figura, quella dell’esattore privato che affiancherà l’attuale soggetto istituzionale che amministra il servizio: un operatore specializzato “che contribuirà ad elevare il livello di accertamento e riscossione”, spiega la municipalizzata in una nota. Nei prossimi giorni partiranno le prime richieste nella nuova modalità. Atac fa sapere che nei primi tre mesi del 2026 il numero dei passeggeri controllati è cresciuto del 4% rispetto al primo trimestre del 2025, superando i 927.000, quindi oltre diecimila al giorno. Cresciuto anche il numero delle sanzioni, arrivate a 45.219, il 2% in più del primo trimestre 2025. I ricavi da sanzioni, sempre nel confronto con il primo trimestre 2025, sono aumentati dell’11%, arrivando a sfiorare 1,8 milioni di euro. Complessivamente, nel 2025 Atac ha controllato oltre 3,3 milioni di passeggeri, emettendo 180.808 sanzioni amministrative, con un tasso medio di evasione accertata – quindi rapporto fra persone controllate e sanzioni effettuate – pari al 5,4%, un dato in linea con quello degli anni precedenti. Questi risultati, sottolinea Atac, confermano il trend di miglioramento dei processi che l’azienda ha messo in campo per scoraggiare i fenomeni di evasione e quindi tutelare chi compie il suo dovere e paga la tariffa. Si tratta di un’attività che ha consentito, ad esempio, grazie all’introduzione di PagoPa e dei pos per il pagamento immediato delle sanzioni, di avere, nel 2025, il 61% dei verbali redatti pagati entro i cinque giorni. Un risultato di notevole importanza, non solo per l’entità degli incassi, che hanno superato i sei milioni di euro l’anno scorso, ma anche per l’effettività delle sanzioni comminate.







